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Trapiantato per la prima volta un polmone di maiale in un essere umano

Pubblicato il 26 Agosto 2025

Cosa sono gli xenotrapianti

Gli xenotrapianti consistono nel trasferimento di un organo o tessuto da un animale a un essere umano. È un settore ancora in fase sperimentale, ma su cui la scienza sta puntando con decisione. L’obiettivo è trovare una soluzione alla grave carenza di organi disponibili, che ogni anno mette a rischio la vita di migliaia di pazienti in lista d’attesa.

Il primo trapianto di polmone

Dopo vari tentativi con reni di maiale geneticamente modificati, l’ultimo dei quali ha permesso a una paziente dell’Alabama di vivere per quattro mesi, è stato compiuto un passo storico: il primo trapianto di un polmone di maiale in un essere umano in stato di morte cerebrale.
L’intervento è stato eseguito all’ospedale universitario The First Affiliated Hospital of Guangzhou Medical University, in Cina. Per ridurre il rischio di rigetto, è stato utilizzato un polmone proveniente da un maiale geneticamente modificato. Anche se l’organo è stato rimosso dopo nove giorni a causa di danni gravi, l’evento rappresenta una svolta storica nella ricerca.

Come è avvenuto l’intervento

Il trapianto, pubblicato solo ora su Nature Medicine, è stato effettuato nel maggio 2024 su un uomo di 39 anni in morte cerebrale a seguito di un’emorragia cerebrale.
Il polmone proveniva da un maiale fornito da ClonOrgan, azienda biotecnologica cinese specializzata nell’“umanizzazione” degli organi attraverso l’editing genetico. In questo caso:

  • tre geni animali sono stati eliminati per rimuovere zuccheri non presenti nell’uomo, che possono provocare rigetti fulminanti;
  • tre geni umani sono stati inseriti per contrastare coagulazione del sangue e attacchi del sistema immunitario.

I risultati ottenuti

All’inizio, il polmone ha funzionato correttamente, svolgendo le normali funzioni respiratorie di ossigenazione ed eliminazione dell’anidride carbonica. Questo risultato è già considerato significativo, perché anche nei trapianti tra esseri umani il rischio di rigetto è molto alto.
Tuttavia, dopo appena 24 ore, il sistema immunitario ha scatenato una forte reazione causando edema polmonare. Nei giorni successivi i danni sono aumentati, portando i medici a rimuovere il polmone dopo nove giorni.

Le prospettive future

Nonostante il fallimento clinico, i ricercatori sottolineano che si tratta di un passo cruciale. “Questo studio dimostra la fattibilità dello xenotrapianto polmonare da maiale a uomo, ma restano sfide sostanziali legate al rigetto e al rischio di infezioni”, spiegano gli autori su Nature. Saranno quindi necessari ulteriori studi preclinici prima di poter pensare a una reale applicazione clinica.

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