Pubblicato il 13 Dicembre 2025
Cresce l’importo, ma cambia il modo di spenderlo
Nelle tasche degli italiani stanno per entrare 52,5 miliardi di euro di tredicesime, con un aumento dell’1,2% rispetto al 2024. Tuttavia, solo una persona su due userà la mensilità aggiuntiva per i regali di Natale. Aumenta invece la quota di chi sceglie risparmio e spese indispensabili.
È quanto emerge dal sondaggio Ipsos-Confesercenti, che fotografa le scelte di circa 36 milioni tra lavoratori dipendenti e pensionati.
Cicale e formiche: due Italie a confronto
I dati raccontano una dinamica doppia. Da un lato restano le “cicale”, che concentrano sulla tredicesima gran parte delle spese natalizie; dall’altro crescono le “formiche”, sempre più attente a mettere da parte risorse o a coprire costi non rinviabili.
La spesa principale resta il Natale tradizionale: il 50% indica i regali come priorità, con un picco nel Mezzogiorno (59%). Seguono altre spese festive (22%) e viaggi (23%). Ma avanza la prudenza: il 31% userà la tredicesima per aumentare il risparmio, mentre il 20% la destinerà a bollette e arretrati.
Spese obbligate e gestione del bilancio
Accanto alle voci più classiche, emergono altre destinazioni considerate essenziali: l’11% pagherà mutui o finanziamenti, il 14% investirà nella salute. Non mancano utilizzi “funzionali”: 21% per la casa, 18% per altri beni o servizi, 9% per investimenti.
Anche i saldi di gennaio entrano nei piani: il 27% prevede acquisti nel nuovo anno utilizzando parte della tredicesima. Un 5% non ha ancora deciso come spenderla.
Confesercenti: redditi compressi, consumi fragili
Secondo Confesercenti, la tredicesima “tiene insieme due Italie”: quella che alimenta le spese di fine anno e quella che cerca di rimettere ordine nei conti. Il messaggio è chiaro: l’aumento dell’occupazione non basta se i redditi reali restano sotto pressione. Per rilanciare i consumi in modo stabile servono più potere d’acquisto, meno tasse e una contrattazione di qualità.
Udicon: meno regali per un italiano su tre
Il caro-vita continua a pesare. Secondo un sondaggio Udicon-Istituto Piepoli, un terzo degli italiani farà meno regali, mentre solo il 13% ne farà di più. La spesa media per i doni si ferma a 190 euro: il 44% non supererà i 200 euro, solo il 15% andrà oltre i 300 euro.
Viaggi in ripresa e Natale sempre più digitale
In crescita invece i viaggi, con il 24% degli italiani pronto a partire, +6 punti rispetto agli anni scorsi. Il Natale è anche sempre più online: il 43% ha comprato o comprerà sul web, +20 punti in un anno, anche se il 48% continuerà a preferire i negozi fisici. I più digitali sono i 18-34enni (58%), contro il 25% degli over 54.
Acquisti più selettivi e attenzione alle offerte
“La questione non è quanto si spende, ma come si spende”, sottolinea la presidente di Udicon Martina Donini. Il consumatore diventa più consapevole, orientato a acquisti mirati. Online si cerca soprattutto risparmio, ma servono siti affidabili, pagamenti sicuri e resi semplici.
Cosa si regala e l’effetto Black Friday
In testa alle preferenze ci sono abbigliamento (40%), alimentari (30%), libri (29%) e profumeria (28%). Crescono soprattutto abbigliamento (+12 punti) e profumeria (+14) rispetto al 2024. Tecnologia stabile e più contenuta: 14%, smartphone all’11%.
Il Black Friday continua a guadagnare terreno: il 46% ha acquistato o acquisterà in quei giorni, con una forte adesione tra i giovani. Ma resta l’invito alla cautela: uno sconto conviene solo se è reale.
Un Natale più consapevole
Tra tredicesime, regali e viaggi, emerge un quadro chiaro: gli italiani spendono con maggiore attenzione, anticipano gli acquisti quando possibile e cercano di proteggere il bilancio familiare. Come ricorda Donini, “un Natale sereno è sempre un Natale consapevole”.

