Pubblicato il 4 Febbraio 2026
Accertamenti scientifici in corso a Montagnareale
Proseguono le indagini sull’omicidio dei tre cacciatori trovati senza vita la scorsa settimana a Montagnareale, sui Nebrodi. In queste ore l’uomo indagato per il triplice delitto è sottoposto alla prova dello stub, effettuata dai Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) di Messina, per verificare l’eventuale presenza di residui di polvere da sparo.
L’indagato è amico della vittima più anziana
L’uomo finito sotto inchiesta è un amico di Antonio Gatani, 82 anni, la più anziana delle tre vittime. Secondo quanto ricostruito finora, avrebbe accompagnato l’anziano nel bosco per una battuta di caccia, per poi allontanarsi.
La versione fornita agli inquirenti
L’indagato ha dichiarato di non sapere nulla della sparatoria che ha provocato la morte di Antonio Gatani e dei fratelli Giuseppe e Devis Pino, sostenendo di non trovarsi sul posto al momento dei fatti. Quando i carabinieri hanno rinvenuto i corpi, infatti, l’uomo non era presente nell’area.
Sequestrati fucili, indumenti e avviati esami balistici
Fin dall’inizio, la sua posizione è stata attentamente vagliata dagli inquirenti, che stanno effettuando accertamenti balistici ed esami medico-legali per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Nel corso delle indagini, sono stati sequestrati i fucili da caccia in uso all’indagato, oltre ad alcuni capi di abbigliamento che potrebbero rivelarsi utili ai fini investigativi.
Le prime dichiarazioni e il nodo dell’utilizzabilità
L’uomo, difeso dall’avvocato Tommaso Calderone, era stato ascoltato dai carabinieri subito dopo gli omicidi in qualità di testimone, quindi senza la presenza del legale. Per questo motivo, le dichiarazioni rese in quella fase potrebbero risultare inutilizzabili dal punto di vista processuale.

