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Truffa ad un’anziana a Fiumedinisi: smascherato e denunciato a Catania

Pubblicato il 7 Luglio 2025

Carabinieri in prima linea nella difesa degli anziani

I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania continuano a dimostrare il loro impegno nella tutela delle fasce più deboli, in particolare degli anziani, attraverso campagne di prevenzione, attività di sensibilizzazione sul territorio e interventi tempestivi per fermare truffatori e recuperare i beni sottratti.

L’inganno: finto carabiniere e falsa emergenza

Nel pomeriggio, una donna di 84 anni di Fiumedinisi, in provincia di Messina, è stata vittima di una truffa ben orchestrata:
un uomo l’ha contattata telefonicamente fingendosi un carabiniere, informandola che il figlio aveva causato un incidente ed era stato arrestato. Per “aiutarlo”, la vittima avrebbe dovuto consegnare immediatamente denaro o gioielli.

Spaventata e in ansia per il figlio, la donna ha dato 600 euro in contanti e diversi preziosi a un individuo che si è presentato poco dopo alla sua porta. L’uomo, ottenuto il bottino, si è dileguato in auto, lasciandola sconvolta.

L’intervento decisivo dei Carabinieri

Una vicina, notando la signora in lacrime, ha scoperto quanto accaduto e ha contattato subito il 112. I Carabinieri, tranquillizzata la donna sulle reali condizioni del figlio, l’hanno invitata a recarsi presso la stazione per formalizzare la denuncia.

Grazie alla pronta segnalazione, è scattato il coordinamento tra la Centrale Operativa di Messina e quella di Catania. Le pattuglie sul territorio sono state allertate con la descrizione dell’uomo e del veicolo utilizzato.

Identificato e fermato a Catania

Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno permesso di individuare la targa dell’auto. In meno di un’ora, un equipaggio del Nucleo Radiomobile ha intercettato il veicolo nel centro di Catania, bloccando il conducente: un 38enne napoletano con precedenti specifici, perfettamente corrispondente alla descrizione della vittima.

Durante la perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di parte della refurtiva nascosta in un borsello. Intuendo che il resto potesse essere altrove, i militari hanno rintracciato l’alloggio del truffatore.

Refurtiva ritrovata e restituita

Nella stanza d’albergo, i Carabinieri hanno scoperto 2.000 euro nascosti dietro uno specchio e un sacchetto contenente oro e bigiotteria nell’armadio. Molti oggetti sono stati riconosciuti dalla vittima e le sono stati restituiti, così come i 600 euro inizialmente consegnati al truffatore. La restante somma è stata posta sotto sequestro, in attesa di ulteriori accertamenti.

Collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine: la chiave contro le truffe

L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per truffa aggravata, in attesa di giudizio. Il caso evidenzia l’importanza della collaborazione tra cittadini e Carabinieri, resa possibile dalla prontezza della denuncia e dalla rapidità dell’intervento.

I Carabinieri ricordano che nessun rappresentante delle istituzioni chiede denaro a domicilio. In caso di dubbio, è fondamentale contattare subito il 112. Solo così si può interrompere la catena dell’inganno e proteggere chi è più esposto a questi raggiri.

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