« Torna indietro

Truffa del finto carabiniere: arrestato 14enne a Catania, trovate anche armi da fuoco

Pubblicato il 7 Gennaio 2026

Fermato un minorenne del quartiere Nesima

I carabinieri della stazione di Catania Nesima hanno arrestato un ragazzo di 14 anni, residente nella zona, ritenuto responsabile di una truffa aggravata con il cosiddetto “metodo del finto carabiniere” e di detenzione illegale di armi da fuoco.

L’operazione è scattata al termine di un’indagine partita dopo una truffa avvenuta nel Messinese ai danni di due cittadini, durante la quale erano state sottratte anche armi regolarmente detenute dalle vittime.

Le indagini: telecamere e dati digitali decisivi

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire con precisione le fasi della truffa e gli spostamenti del giovane grazie all’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e all’incrocio di dati digitali e informativi.
Gli accertamenti hanno condotto fino al minorenne residente nella periferia occidentale di Catania, indicato come il presunto autore del raggiro.

Armi nascoste sottoterra e area sorvegliata da pitbull

Durante la perquisizione, effettuata in un’area sorvegliata da due pitbull di proprietà del ragazzo, i militari hanno scoperto un contenitore interrato con tre pistole complete di caricatori e munizioni.
Nel dettaglio sono state trovate:
una pistola automatica con 49 proiettili,
un’arma calibro 9 con 12 colpi,
una pistola calibro 6,35 con matricola abrasa, anch’essa con munizioni.

Le prime due armi sono risultate essere quelle rubate durante la truffa, mentre la terza è stata classificata come arma clandestina.

Ulteriori prove dai dispositivi elettronici

Le verifiche effettuate sui dispositivi elettronici del 14enne hanno fornito ulteriori elementi a suo carico, rafforzando il quadro accusatorio ricostruito dagli inquirenti.

Disposto il trasferimento in una struttura per minori

Il ragazzo è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i Minorenni, è stato accompagnato in una struttura dedicata, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre proseguono gli accertamenti sul suo coinvolgimento in altri eventuali episodi simili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *