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Truffa sul Superbonus 110%, sequestrati 3,5 milioni di euro

Pubblicato il 21 Marzo 2026

Operazione della Guardia di Finanza a Brescia

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia hanno eseguito sequestri d’urgenza per oltre 3,5 milioni di euro, successivamente convalidati dal giudice per le indagini preliminari. Le somme sono legate a interventi edilizi agevolati dal Superbonus 110%, previsto dal Decreto Rilancio.

Crediti fiscali inesistenti e lavori mai realizzati

Le indagini, condotte dalla Compagnia di Rovato, hanno fatto emergere una presunta truffa aggravata ai danni dello Stato. Il meccanismo illecito si basava sulla creazione e diffusione di crediti fiscali fittizi, relativi a lavori di efficientamento energetico:

  • mai eseguiti,
  • realizzati solo in parte,
  • oppure completati oltre i termini previsti dalla normativa.

L’origine dell’inchiesta

L’attività investigativa è partita da una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate di Brescia, che aveva rilevato gravi anomalie nella generazione di crediti d’imposta. Al centro degli accertamenti una società operante come General Contractor, impegnata formalmente in interventi di riqualificazione energetica su condomini della provincia.

I primi sequestri e l’estensione delle indagini

In una prima fase erano già stati individuati crediti sospetti per circa 1,6 milioni di euro, sequestrati perché presenti nei cassetti fiscali sia della società sia dei cessionari e non ancora utilizzati.

Successivamente, gli approfondimenti hanno portato alla luce un sistema più ampio che coinvolgeva 12 condomini distribuiti tra Napoli, Frosinone, Messina e Brescia, per lavori in gran parte inesistenti o incompleti.

Da qui è scattato un ulteriore provvedimento di sequestro per altri 1,9 milioni di euro.

Immobili sequestrati e indagati

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati anche diversi immobili situati nelle province di Roma e Palermo.

Sono cinque le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Brescia con accuse di:

  • truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche,
  • auto-riciclaggio di proventi illeciti.

Le contestazioni si aggravano per il fatto che parte dei crediti fiscali ritenuti illeciti era già stata ceduta a terzi, ampliando così la portata della frode.

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