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Trump e la gaffe sui soldati

Donald Trump aumenta i dazi globali dal 10 al 15% con effetto immediato

Pubblicato il 21 Febbraio 2026

Stretta commerciale immediata: dal 10% al 15%

Nuovo colpo di scena dalla Casa Bianca: i dazi globali salgono dal 10% al 15% con effetto immediato. L’annuncio arriva direttamente dal presidente degli Stati Uniti, che rivendica la scelta come una misura necessaria per difendere l’economia nazionale.

Trump ha dichiarato di aver firmato nello Studio Ovale il provvedimento che innalza le tariffe su numerosi Paesi, accusati di aver “derubato” gli Stati Uniti per decenni. Secondo il presidente, l’aumento rientra nei limiti previsti dalla Section 212 del Trade Act del 1974, che consente l’introduzione di dazi globali fino al 15% per un periodo massimo di 150 giorni.

La nuova aliquota resterà in vigore per 150 giorni e non si applicherà ad alcuni prodotti specifici, tra cui minerali essenziali e beni già soggetti a tariffe separate.

Lo scontro con la Corte Suprema

L’inasprimento delle tariffe arriva dopo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di dichiarare illegittimi i precedenti dazi introdotti dall’amministrazione.

Trump ha definito la sentenza “ridicola, mal scritta e straordinariamente antiamericana”, attaccando apertamente i giudici che hanno votato contro la sua linea commerciale. Nel mirino in particolare:

  • Amy Coney Barrett
  • Neil M. Gorsuch
  • John Roberts

Il presidente ha espresso forte delusione per Barrett e Gorsuch, da lui stesso nominati, accusandoli di essersi schierati con i giudici liberal. Riferendosi a Roberts, nominato da George W. Bush, Trump ha sostenuto che la decisione favorirebbe i Paesi stranieri a scapito degli interessi americani.

La Casa Bianca: “I dazi restano uno strumento essenziale”

Nonostante la bocciatura giudiziaria, la Casa Bianca ha ribadito che i dazi continueranno a essere uno strumento centrale della strategia economica di Trump. L’obiettivo dichiarato è:

  • proteggere imprese e lavoratori americani
  • ridurre i costi interni
  • aumentare i salari
  • riequilibrare un sistema commerciale globale ritenuto penalizzante

Secondo l’amministrazione, la sentenza non impedirà al presidente di perseguire nuove soluzioni legali per rimodellare il commercio internazionale.

I rischi economici e i possibili rimborsi

La decisione della Corte potrebbe avere un impatto significativo sui conti pubblici statunitensi. Si parla di quasi 200 miliardi di dollari di rimborsi potenziali e di una possibile stangata fino a 3.000 miliardi per le finanze federali.

Europa nel limbo: nuove tensioni commerciali

Secondo il The New York Times, la decisione apre una nuova fase di incertezza per l’Unione Europea. Anche se alcuni analisti ritengono che l’accordo commerciale transatlantico non verrà immediatamente compromesso, restano diversi interrogativi:

  • eventuali rimborsi
  • nuove misure tariffarie sostitutive
  • possibili tensioni politiche nei prossimi mesi

L’intesa commerciale tra Stati Uniti ed Europa sarebbe ora in una fase di stallo. Un eventuale rinvio o fallimento dell’accordo potrebbe trascinare le due sponde dell’Atlantico in una nuova stagione di instabilità economica e diplomatica.

Inoltre, un’amministrazione fortemente concentrata sui dazi potrebbe distogliere l’attenzione da altri dossier strategici, come il conflitto in Ucraina, con ripercussioni sugli equilibri internazionali.

La partita commerciale, dunque, è tutt’altro che chiusa: nei prossimi mesi si deciderà non solo il futuro delle tariffe, ma anche quello delle relazioni economiche globali degli Stati Uniti. Fonte: Ansa

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