Pubblicato il 7 Aprile 2026
Dichiarazioni di Trump e posizione della Casa Bianca
La crisi in Medio Oriente continua ad aggravarsi, accompagnata da dichiarazioni forti e scenari incerti. Donald Trump ha affermato che “un’intera civiltà potrebbe morire stanotte”, pur aggiungendo che “potrebbe anche accadere qualcosa di meraviglioso”, lasciando intendere un possibile sviluppo positivo ma altamente imprevedibile.
Nel frattempo, la Casa Bianca ha smentito con decisione qualsiasi ipotesi di utilizzo di armi nucleari contro l’Iran, chiarendo che alcune interpretazioni delle parole del vicepresidente erano infondate. Le dichiarazioni di JD Vance, infatti, avevano alimentato speculazioni su strumenti militari estremi, ma l’amministrazione ha ribadito che “nulla di quanto detto implica un ricorso al nucleare”.
Escalation militare e attacchi sul territorio iraniano
La situazione sul campo resta estremamente critica. Nuovi bombardamenti statunitensi e israeliani hanno colpito Teheran e altre aree strategiche, mentre fonti israeliane riferiscono di attacchi mirati contro infrastrutture utilizzate dai Pasdaran, tra cui ponti e linee ferroviarie.
Sono state segnalate anche esplosioni sull’isola di Kharg, nodo cruciale per il petrolio iraniano, e attacchi nei pressi della città di Qom, con un bilancio di almeno due morti e tre feriti.
Iran: blackout comunicativo e mobilitazione civile
Secondo i media iraniani, tutti i canali di comunicazione con gli Stati Uniti sarebbero stati sospesi, segnale di una rottura diplomatica sempre più profonda. Parallelamente, le autorità di Teheran hanno lanciato un appello diretto alla popolazione: ai giovani è stato chiesto di formare catene umane attorno alle centrali elettriche, nel tentativo di proteggerle da possibili attacchi.
Allarme umanitario e vittime del conflitto
Organizzazioni non governative parlano di oltre 3.600 vittime dall’inizio della guerra, tra cui almeno 248 bambini, un dato che evidenzia la gravità della crisi umanitaria in corso.
Nel frattempo, si diffondono notizie sulle condizioni di Mojtaba Khamenei, indicato come in stato di incoscienza e sotto cure mediche a Qom, anche se mancano conferme ufficiali.
Pressioni internazionali e scenari futuri
L’Unione Europea ha espresso ferma condanna verso le minacce alle infrastrutture civili iraniane, mentre i negoziati internazionali appaiono in stallo. Gli osservatori ritengono improbabile che Teheran accetti le richieste statunitensi, tra cui la riapertura dello Stretto di Hormuz, aumentando così il rischio di ulteriori attacchi.
Sul piano militare, il Pentagono starebbe valutando un ampliamento degli obiettivi strategici, includendo infrastrutture energetiche a uso sia civile sia militare. Una scelta controversa, che potrebbe sollevare questioni legali legate al diritto internazionale e alla Convenzione di Ginevra.
Una crisi sull’orlo di un punto di non ritorno
L’insieme di dichiarazioni, operazioni militari e tensioni diplomatiche delinea uno scenario estremamente fragile. Le prossime ore vengono considerate decisive, con il rischio concreto di un’ulteriore escalation ma anche con la remota possibilità di una svolta diplomatica. Fonte: Ansa

