Pubblicato il 21 Luglio 2025
Un video provocatorio su Truth Social
Donald Trump ha postato un video generato con l’intelligenza artificiale in cui l’ex presidente Barack Obama viene arrestato dall’FBI. Il filmato, caricato sul social dell’ex presidente, Truth Social, mostra una scena surreale: Obama ammanettato nello Studio Ovale e poi rinchiuso in una cella, vestito con una tuta arancione da detenuto. Il tutto è accompagnato in sottofondo dalla celebre canzone YMCA dei Village People.
Il video si apre con una serie di dichiarazioni di noti esponenti del Partito Democratico, tra cui Obama, Joe Biden e Nancy Pelosi, che pronunciano la frase: “Nessuno è al di sopra della legge”.
Il contesto: accuse dell’intelligence e dossier esplosivo
Il post arriva a soli due giorni di distanza dalle accuse lanciate da Tulsi Gabbard, attuale direttrice dell’intelligence nazionale nominata da Trump. Gabbard ha dichiarato pubblicamente che l’amministrazione Obama avrebbe manipolato le prove sull’interferenza russa nelle elezioni del 2016 per danneggiare la presidenza Trump.
In un rapporto pubblicato venerdì scorso, Gabbard ha affermato di voler trasmettere il dossier al Dipartimento di Giustizia, suggerendo una possibile incriminazione di Obama e di alcuni suoi ex collaboratori, tra cui James Comey e John Brennan.
“Si tratta di un complotto per sovvertire la volontà degli americani e colpire un presidente legittimamente eletto”, ha dichiarato Gabbard a Fox News, promettendo ulteriori rivelazioni a breve.
I democratici reagiscono: “Accuse infondate e strumentali”
La risposta dei Democratici non si è fatta attendere. Il deputato Jim Himes, capogruppo democratico della commissione Intelligence alla Camera, ha bollato il dossier come “privo di fondamento”, aggiungendo che “nessun giudice prenderebbe sul serio queste accuse”. Himes ha definito l’operazione “un tentativo disperato di riscrivere la storia e distogliere l’attenzione dalle vere criticità dell’amministrazione Trump”, come la controversa gestione del caso Epstein.
Un video che fa discutere
La pubblicazione del video da parte di Trump appare come una mossa mediatica fortemente provocatoria, in linea con le nuove accuse portate avanti dalla sua amministrazione. In un momento in cui il presidente è sotto pressione anche da parte del suo stesso elettorato, il video sembra voler rafforzare una narrativa alternativa in vista delle prossime mosse politiche.
Il dibattito è acceso, e il confine tra satira digitale e propaganda si fa sempre più sottile.

