Pubblicato il 10 Febbraio 2026
Domani, 11 febbraio, prenderanno il via le dichiarazioni di voto sulla fiducia. Il decreto, che dovrà affrontare anche il passaggio al Senato, dovrà essere convertito in legge entro il 2 marzo.
Fiducia sul decreto Ucraina: il primo scontro politico
Il primo vero strappo tra la Lega e i parlamentari che hanno scelto di seguire Roberto Vannacci si consuma sul tema più delicato: il rifinanziamento delle forniture militari all’Ucraina.
Nella giornata di oggi, martedì 10 febbraio, il governo – rappresentato dal ministro della Difesa Guido Crosetto – ha deciso di porre la questione di fiducia sul decreto legge che prevede:
- la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi ed equipaggiamenti militari a Kiev
- il rinnovo dei permessi di soggiorno per i cittadini ucraini
- misure legate alla sicurezza dei giornalisti freelance
Il testo dovrà ora essere esaminato dal Senato e trasformato in legge entro i termini previsti.
Interpellato sulle possibili defezioni dei parlamentari vicini a Vannacci, Crosetto si limita a una risposta evocativa: “Dai frutti li riconosceremo, come dice il Vangelo”.
La posizione di Futuro Nazionale resta sospesa
Le dichiarazioni di voto inizieranno domani alle 11.50, ma la scelta dei parlamentari di Futuro Nazionale rimane incerta. La decisione finale, spiegano, spetterà direttamente a Vannacci.
“Il nostro voto sarà deciso dal generale Vannacci”, chiarisce il deputato Edoardo Ziello, sottolineando che l’indicazione arriverà solo poco prima della chiama nominale. Sulla stessa linea Rossano Sasso, che parla di una fase di confronto ancora in corso tra la componente parlamentare e il leader del movimento.
Vannacci: “La fiducia serve a nascondere il dissenso nella Lega”
Nel frattempo, Vannacci affida ai social un attacco frontale. Secondo il generale, la richiesta di fiducia sarebbe un modo per evitare che emerga il dissenso interno alla Lega sul tema delle armi all’Ucraina.
“La fiducia serve a non far emergere il voto di coscienza – o le assenze – di molti leghisti”, scrive, rivendicando la propria coerenza: “Io resto fedele ai miei principi e ai miei valori”.
Ziello contro Salvini: “Contraddizioni certificate”
L’affondo arriva anche dall’Aula. Ziello usa parole durissime contro il leader della Lega:
“La coerenza sta a Salvini come la puntualità sta ai treni che dovrebbe gestire”, ironizza.
Secondo il deputato del Misto, la fiducia sul decreto Ucraina dimostra un Salvini schiacciato dalle proprie contraddizioni: contrario a parole all’invio di armi, ma favorevole nei voti parlamentari.
“La Lega pensava di spostare l’attenzione su di noi – sostiene – ma non potrà sottrarsi alle proprie responsabilità. I nostri ordini del giorno chiedono chiaramente l’interruzione immediata delle forniture di armi a Zelensky”.
Ziello accusa inoltre Salvini di aver impedito il dibattito parlamentare su un emendamento che andava proprio nella direzione più volte annunciata dal leader leghista.
Lo striscione davanti a Montecitorio
All’esterno della Camera compare infine uno striscione firmato dai parlamentari Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo: “Stop soldi per Zelensky, più sicurezza per gli italiani”.
Sasso precisa la posizione del gruppo: “Non siamo contrari agli aiuti umanitari, ma solo se ci fosse la certezza che le risorse arrivino davvero al popolo ucraino”.

