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Ucraina, scontro totale tra Calenda e Vannacci: “Patriota di Putin e traditore della Patria”

Pubblicato il 10 Febbraio 2026

Botta e risposta infuocato in tv sul conflitto ucraino

È scontro totale tra Carlo Calenda e Roberto Vannacci sul tema della guerra in Ucraina. Durante un acceso confronto televisivo a L’aria che tira, il leader di Azione ha attaccato senza mezzi termini l’ex generale, da poco uscito dalla Lega per avviare un proprio progetto politico, arrivando a definirlo “patriota di Putin e traditore della patria”.

L’attacco di Calenda sul ruolo dell’esercito e della difesa nazionale

Calenda ha puntato il dito contro le posizioni espresse da Vannacci, accusandolo di non comprendere il valore della difesa della propria nazione. Secondo il senatore, l’Italia avrebbe pagato per anni uno stipendio elevato a un ufficiale che oggi dimostra di non capire cosa significhi resistere a un’invasione.

Nel suo intervento, Calenda ha sottolineato come la resistenza ucraina rappresenti un esempio concreto di difesa della patria, insinuando che chi non riconosce questo principio fondamentale non avrebbe saputo reagire nemmeno di fronte a un aggressore diretto.

Ucraina e armi: “Chiedono rispetto, non soldati”

Un altro passaggio centrale dell’intervento riguarda il sostegno all’Ucraina. Calenda ha ribadito che gli ucraini non chiedono ad altri di combattere al loro posto, ma domandano strumenti adeguati per difendersi. Per questo, secondo il leader di Azione, parlare del conflitto richiede rispetto, soprattutto da parte di chi ha fatto carriera nelle forze armate.

L’accusa finale: “Patriota di Putin”

Nel finale, l’affondo più duro: Calenda ha accusato Vannacci di mancare di quel senso della patria che spesso richiama nei suoi discorsi, sostenendo che le sue posizioni finiscano per favorire Mosca. Da qui la conclusione netta e senza sfumature: chi difende Putin, per Calenda, non può definirsi patriota italiano.

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