Pubblicato il 30 Gennaio 2026
Raid notturno nonostante l’ipotesi di una mini-tregua
All’indomani delle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che aveva parlato di una possibile sospensione di una settimana dei bombardamenti su Kiev, la Russia ha comunque colpito l’Ucraina con oltre 100 droni e un missile balistico nel corso della notte.
A renderlo noto è stata l’aeronautica militare ucraina, precisando che tra la sera del 29 e la notte del 30 gennaio le forze russe hanno lanciato un missile Iskander-M dalla regione di Voronezh insieme a 111 droni d’attacco diretti contro diversi obiettivi.
Zelensky: “Non esiste un cessate il fuoco ufficiale”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiarito che non è stato firmato alcun accordo formale di cessate il fuoco, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture energetiche.
Parlando con i giornalisti a Kiev, Zelensky ha spiegato che si tratta piuttosto di un’opportunità diplomatica, proposta dagli Stati Uniti, e non di un’intesa ufficiale tra le parti.
Il leader ucraino ha comunque assicurato che Kiev è pronta a sospendere gli attacchi contro i siti energetici russi, a condizione che Mosca interrompa i raid contro le infrastrutture energetiche ucraine.
La proposta americana e la “tregua del freddo”
L’ipotesi di una pausa nei combattimenti è stata avanzata direttamente da Trump, che durante una riunione di Gabinetto ha dichiarato di aver chiesto personalmente a Vladimir Putin di fermare per una settimana i bombardamenti su Kiev e altre città, citando il freddo record come motivazione umanitaria.
Secondo il presidente americano, il leader del Cremlino avrebbe dato il proprio assenso alla richiesta.
Uno spiraglio, ma la guerra continua
L’annuncio aveva inizialmente fatto sperare in un primo segnale verso una de-escalation del conflitto. Zelensky, commentando la proposta, aveva ringraziato Trump e gli Stati Uniti per gli sforzi volti a fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche, ribadendo la disponibilità dell’Ucraina al dialogo e a incontri concreti.
Tuttavia, l’attacco notturno con droni e missili dimostra come la situazione resti estremamente fragile, con la guerra che prosegue nonostante i tentativi diplomatici e le aperture annunciate sul piano politico internazionale.

