Pubblicato il 23 Novembre 2025
Un cambio di rotta nella diplomazia internazionale
Dopo giorni di tensione, Washington, Bruxelles e Kiev si preparano a un incontro cruciale a Ginevra, oggi, domenica 23 novembre. Questa data segna una riapertura della mediazione diplomatica, dopo che Donald Trump aveva lanciato un ultimatum a Kiev – “prendere o lasciare” – entro il Giorno del Ringraziamento.
La freddezza iniziale di Volodymyr Zelensky e le perplessità europee avevano fatto pensare a un nuovo stallo. Ma l’atteggiamento del presidente americano, ora più sfumato rispetto al piano di pace in 28 punti, lascia intravedere margini di negoziazione. “La guerra deve finire in un modo o nell’altro”, ha dichiarato Trump, precisando però che la sua proposta non è definitiva.
I dubbi del Congresso Usa e la smentita del Dipartimento di Stato
A gettare ombre sul piano è stata anche una serie di dichiarazioni provenienti dal Congresso statunitense. Alcuni senatori hanno riferito che Marco Rubio avrebbe definito la bozza “una lista dei desideri russa”. La risposta del Dipartimento di Stato è stata immediata e secca: l’affermazione è “palesemente falsa”, ribadendo che il documento è stato redatto dagli Stati Uniti con input da entrambe le parti coinvolte nel conflitto.
Zelensky potrebbe volare negli Stati Uniti
Secondo l’inviato speciale Usa per l’Ucraina, Keith Kellogg, Zelensky potrebbe recarsi a Washington per discutere direttamente il piano. “È un buon documento”, ha affermato, sottolineando che alcuni elementi devono essere precisati ma che il lavoro è “quasi completato”. La visita del leader ucraino, se confermata, rappresenterebbe un passaggio cruciale nella trattativa.
L’incontro di Ginevra: delegazioni e obiettivi
A Ginevra è presente una delegazione ucraina guidata da Andriy Yermak, insieme all’inviato americano Steve Witkoff, al segretario di Stato Marco Rubio e al segretario dell’esercito Dan Driscoll. Quest’ultimo, dopo aver incontrato Zelensky a Kiev, ha esortato gli alleati: “Nessun accordo è perfetto, ma va trovato il prima possibile”.
Per l’Europa parteciperanno i consiglieri per la sicurezza di Francia, Germania e Regno Unito, oltre al consigliere diplomatico italiano Fabrizio Saggio. Al momento, però, non è prevista una missione di leader europei alla Casa Bianca, come ipotizzato da alcune indiscrezioni.
L’Europa frena: “Base utile, ma serve molto lavoro”
Dal G20 di Johannesburg i leader europei e del G7 hanno espresso un giudizio cauto: la bozza americana contiene “elementi importanti”, ma resta solo una base da sviluppare, soprattutto su punti sensibili come:
- il rispetto dei confini riconosciuti internazionalmente,
- le limitazioni proposte all’esercito ucraino, considerate rischiose per la sicurezza futura del Paese,
- gli aspetti che riguardano UE e NATO, che richiedono il consenso dei rispettivi Stati membri.
Anche negli Stati Uniti non mancano critiche bipartisan, con figure come il repubblicano Roger Wicker che hanno definito il piano troppo sbilanciato.
L’Europa divisa e alla ricerca di una strategia
L’Unione Europea fatica a trovare una posizione comune. Da una parte, leader come Macron, Merz e Starmer puntano a una linea di fermezza, respingendo nettamente le proposte americane. Dall’altra, governi come quello italiano cercano di mantenere un equilibrio: Giorgia Meloni ha ribadito al G20 l’impegno dell’Italia a collaborare con partner europei e Usa per una “pace giusta”, condannando l’aggressione russa.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha ricordato a Trump che l’Europa deve essere parte integrante del processo di pace: “Se Kiev crollasse, l’intero continente ne subirebbe le conseguenze”.
Domani, lunedì, la riunione speciale dei leader Ue
Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha convocato per domani, lunedì 24 novembre, una riunione straordinaria dei 27, a margine del vertice Ue-Unione Africana. Nel suo annuncio, ha ribadito che il piano americano contiene elementi utili, ma richiede lavoro aggiuntivo per garantire una pace sostenibile e duratura.

