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Udienza del processo per la morte di Satnam, Lovato: “Ho perso la testa, ero nel panico. Non ho ragionato…”

Processo per la morte di Satnam Singh: l’imprenditore Antonello Lovato ricostruisce in aula i momenti dell’incidente, affermando di aver agito nel panico e di non aver chiamato i soccorsi. Prossima udienza il 3 febbraio

Pubblicato il 3 Dicembre 2025

La ricostruzione del titolare davanti alla Corte d’Assise

Nel corso dell’udienza dedicata alla morte di Satnam Singh, l’imprenditore agricolo Antonello Lovato, oggi imputato, ha ripercorso davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Latina quanto accaduto il 17 giugno 2024. Assistito dagli avvocati Mario Antinucci e Stefano Perotti, Lovato ha spiegato che il macchinario coinvolto nell’incidente era «artigianale» e utilizzato esclusivamente da lui. Il lavoratore, ha aggiunto, si sarebbe dovuto occupare solo del trattore e dello sblocco dei teli sul terreno.

«Abbiamo sentito le urla. Quando mi sono girato era a terra»

Lovato ha riferito che quel giorno aveva detto a Satnam Singh di non avvicinarsi al macchinario mentre lui si allontanava per parlare con un’altra persona. Poco dopo, però, ha sentito delle urla. «Ero di spalle, quando mi sono girato ho visto Satnam a terra. Ero a qualche decina di metri da lui e non ho visto cosa sia successo», ha dichiarato, ricordando il momento in cui trovò il lavoratore con il braccio amputato.

La scelta di caricarlo in auto e portarlo a casa

L’imprenditore ha ammesso di aver perso lucidità. «Ho perso la testa — ha detto —. L’ho caricato in auto e l’ho portato a casa. Sono trascorsi pochi minuti». Lovato non chiamò i soccorsi: «Non avevo con me il cellulare ed ero preso dal panico. Arrivati a casa sapevo che era stata chiamata un’ambulanza».

«Non sono scappato»: il racconto dei minuti successivi

Una volta arrivato in via Genova, dove Satnam viveva con la compagna Soni, Lovato ha lasciato i due sull’uscio dell’abitazione. «Non sono scappato — ha precisato —. Mi sono allontanato per andare a lavarmi e parlare con i miei avvocati».

Ha poi riferito di essersi recato in questura insieme ai legali, ma di aver appreso dal padre che nel frattempo i carabinieri si erano già presentati in azienda.

«Ora ho due famiglie»

In aula, l’imprenditore ha aggiunto una considerazione personale: «Ora ho due famiglie: la mia e quella di Satnam».

La prossima udienza

Il procedimento proseguirà il 3 febbraio, quando sarà affrontata una nuova fase del processo.

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