Pubblicato il 2 Settembre 2025
Il sindaco di Udine: “Partita inopportuna”
A circa 40 giorni dalla sfida tra Italia e Israele, in programma il 14 ottobre allo stadio Friuli di Udine, torna la tensione che lo scorso anno aveva già acceso il dibattito pubblico.
Il sindaco di centrosinistra, Alberto Felice De Toni, nella foto d’apertura, ritiene inopportuno disputare l’incontro, valido per le qualificazioni ai Mondiali, a causa dei problemi di ordine pubblico legati alla situazione a Gaza. De Toni suggerisce di far slittare la partita, sottolineando che, pur non essendo esclusa dalle competizioni internazionali, Israele si trova in un contesto di grave crisi umanitaria.
“Ho 70 anni e non ricordo nulla di simile a quanto avviene a Gaza”, ha dichiarato il sindaco, ricordando anche le manifestazioni di dissenso registrate lo scorso anno.
Il Viminale e la Nazionale: “La partita si deve giocare”
Dal Viminale arriva una posizione chiara: l’incontro potrà svolgersi regolarmente, per quanto riguarda le competenze del ministero. Anche il ct della Nazionale, Rino Gattuso, conferma l’importanza di disputare la gara: “Israele è nel nostro girone, ci dobbiamo giocare, purtroppo c’è una guerra in atto e questo fa male”.
Il vicepremier Matteo Salvini aggiunge: “Italia e Israele devono giocare la qualificazione ai Mondiali. Lo sport avvicina i popoli, non è momento di odio”.
Reazioni della società civile e associazioni
De Toni riceve il supporto dei ProPal Udine, secondo cui l’idea della Figc di devolvere l’incasso in azioni umanitarie per Gaza sarebbe insufficiente e tardiva. Altre realtà, come il Comitato per la Palestina Udine, la comunità palestinese del Veneto e del Fvg, Calcio e Rivoluzione, Salaam Ragazzi dell’Olivo e Bds Italia, chiedono di:
- Interrompere ogni rapporto sportivo con Israele
- Rifiutare di giocare contro Israele o club israeliani
- Sostenere l’appello dell’Associazione Allenatori Italiana Calcio
Un annuncio chiave: “Il 14 ottobre saremo a Udine al fianco della Palestina”.
Le critiche del centrodestra
Il sindaco di Udine si è attirato dure critiche dal centrodestra. Il presidente dei senatori di FI, Maurizio Gasparri, ha accusato De Toni di alimentare tensioni di ordine pubblico e di schierarsi con chi nutre sentimenti antisemiti.
Anche la deputata di FdI, Sara Kelany, parla di una “incosciente pressione pro-Palestina”, mentre la senatrice Michaela Biancofiore e altri esponenti del centrodestra evidenziano il rischio di derive antisemite.
Infine, Angelo Bonelli (Avs) definisce “gravissima e politicamente irresponsabile” la decisione del Viminale di confermare lo svolgimento della partita.

