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E’ morto Umberto Bossi, addio al fondatore della Lega: aveva 84 anni

Pubblicato il 20 Marzo 2026

E’ morto Umberto Bossi. Il fondatore e storico leader della Lega si è spento a Varese, aveva 84 anni.

Le origini e la nascita del “Senatur”

Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago, in provincia di Varese, Umberto Bossi è stato il fondatore della Lega Nord, partito simbolicamente rappresentato dal Carroccio e dall’emblema di Alberto da Giussano, figura leggendaria legata alla battaglia di Legnano.

Nel corso della sua lunga carriera politica, ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali, guadagnandosi il soprannome di “Senatur”, che lo ha accompagnato per tutta la vita politica, sia in Parlamento che nel partito. È stato eletto otto volte alla Camera dei deputati, dalla XI alla XIX legislatura, a partire dal 1992, e ha anche svolto tre mandati al Parlamento europeo.

L’ingresso in politica e la nascita della Lega

Prima di intraprendere la carriera politica, Bossi ha avuto esperienze lavorative diverse: operaio, tecnico, informatico e insegnante di matematica e fisica, oltre ad aver studiato medicina a Pavia.

In gioventù ha militato nella sinistra extraparlamentare e nel 1975 risultava iscritto al PCI. Successivamente si avvicina all’autonomismo, che evolverà in federalismo, anche grazie all’influenza del politologo Gianfranco Miglio e all’incontro con figure chiave come Bruno Salvadori e Roberto Maroni.

Nel 1982 fonda, insieme a Maroni e Giuseppe Leoni, la Lega Autonomista Lombarda. Dopo un primo insuccesso elettorale nel 1983, nel 1984 nasce la Lega Lombarda, di cui diventa segretario fino al 1993.

Il passaggio decisivo arriva nel 1989, quando viene fondata la Lega Nord, e Bossi ne diventa leader indiscusso.

L’ascesa politica e Tangentopoli

Nel 1987 Bossi entra in Senato e prosegue il progetto di unire i movimenti autonomisti del Nord. Con lo scoppio di Tangentopoli e la crisi della Prima Repubblica, nel 1992 viene eletto alla Camera con un ampio consenso.

Inizialmente sostiene l’inchiesta Mani Pulite, ma anche la Lega viene coinvolta in vicende giudiziarie legate al finanziamento illecito. Nel 1995 Bossi viene condannato a otto mesi per violazione della legge sul finanziamento pubblico.

L’alleanza e la rottura con Berlusconi

Nel 1994 nasce l’alleanza con Silvio Berlusconi nel Polo delle Libertà, ma il sodalizio dura poco. È proprio Bossi a contribuire alla caduta del governo nel dicembre dello stesso anno, presentando la mozione di sfiducia.

Nel 1996 la Lega si presenta da sola alle elezioni e ottiene risultati rilevanti, soprattutto nel Nord. In questa fase Bossi promuove il progetto della secessione della “Padania”, arrivando a creare il Parlamento del Nord.

Il ritorno al governo e la malattia

Dopo anni all’opposizione, Bossi riallaccia i rapporti con Berlusconi. Nel 2001 la coalizione di centrodestra vince le elezioni e Bossi diventa ministro per le Riforme istituzionali e la devoluzione nel governo Berlusconi II.

L’11 marzo 2004 viene colpito da un grave ictus cerebrale, evento che segna profondamente la sua vita: dopo una lunga riabilitazione, è costretto a ridurre l’attività politica. Nonostante ciò, torna sulla scena e nel 2008 diventa nuovamente ministro nel governo Berlusconi IV.

Lo scandalo del 2012 e l’uscita dalla leadership

Il 2012 segna una svolta negativa. A seguito di inchieste giudiziarie, Bossi è costretto a dimettersi dalla guida della Lega Nord, accusato di aver utilizzato fondi del partito per fini familiari.

Successivamente viene indagato e, nel 2017, condannato a due anni e tre mesi per truffa ai danni dello Stato, legata alla gestione dei rimborsi elettorali.

Il declino e gli ultimi anni in politica

Dopo lo scandalo, la leadership passa a una nuova generazione. Nel 2013 Matteo Salvini vince le primarie della Lega con ampio consenso, segnando l’inizio di una nuova fase politica per il partito.

Nonostante tensioni e divergenze con la nuova dirigenza, Bossi resta una figura simbolica. Nel 2018 viene eletto al Senato e nel 2022 torna alla Camera, risultando il deputato più anziano in carica nella XIX legislatura.

La sua parabola politica, tra successi, controversie e trasformazioni, resta una delle più significative nella storia recente della politica italiana.

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