Pubblicato il 4 Febbraio 2026
Il web è percepito come l’ambiente più pericoloso, soprattutto dai più giovani. È quanto emerge dall’edizione 2026 dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes, realizzato con la community di Scomodo e presentato in occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo e del Safer Internet Day.
L’indagine ha coinvolto oltre 2.000 ragazzi e ragazze italiani under 26, offrendo uno spaccato aggiornato su violenza, sicurezza digitale e nuove abitudini online.
Sicurezza digitale: restrizioni sui social e nuove normative
Il tema della sicurezza digitale è oggi una priorità globale. Sempre più Paesi stanno intervenendo per limitare l’accesso precoce ai social network:
- la Francia ha annunciato il divieto per gli under 15,
- la Spagna si prepara a introdurre restrizioni per i minori di 16 anni,
- l’Australia ha fatto da apripista con una normativa che impone regole stringenti ai grandi colossi del web per la tutela degli under 16.
Queste misure riflettono una crescente consapevolezza dei rischi legati alla vita online.
Violenza e percezione del rischio: il web al primo posto
Secondo il report, 1 giovane su 2 dichiara di aver subito almeno un episodio di violenza nel corso della propria vita. Il dato più allarmante è che internet viene indicato come il “luogo” più pericoloso in assoluto.
Le differenze di genere sono evidenti:
- 57% delle ragazze dichiara di aver subito violenza,
- 42% dei ragazzi,
- 67% delle persone non binarie, la percentuale più alta.
Le ragazze segnalano come contesti a rischio anche strade, mezzi pubblici e relazioni intime o familiari, mentre per i ragazzi pesano maggiormente scuola e gruppo di amici.
I principali pericoli online: revenge porn e contatti da sconosciuti
Gli adolescenti mostrano una forte consapevolezza dei rischi digitali. Per il 59%, il pericolo principale è il revenge porn, ovvero la condivisione non consensuale di immagini intime.
Ben il 79% considera pericoloso condividere materiale intimo, e la maggioranza sa di poter denunciare e chiedere la rimozione dei contenuti in caso di abuso.
Meno chiara, invece, la percezione della manipolazione delle immagini da parte di terzi: molti ragazzi dichiarano di non sapere se ne siano mai stati vittime, segno della difficoltà nel riconoscere questo fenomeno.
Un’esperienza molto diffusa è l’essere contattati da sconosciuti: circa l’80% dei giovani lo ha vissuto almeno una volta.
- Le ragazze riportano soprattutto paura, fastidio e incertezza,
- i ragazzi mostrano più spesso curiosità.
Cyberbullismo: un rischio più sentito dai maschi
Per i ragazzi, in particolare i più giovani, il cyberbullismo rappresenta il pericolo principale: lo afferma il 45% dei maschi e il 42% del campione totale.
Quando si verifica un episodio di bullismo o cyberbullismo, i giovani tendono a parlarne soprattutto con gli amici, mentre i più piccoli si rivolgono più spesso ai genitori.
Intelligenza Artificiale: un nuovo punto di riferimento per i giovani
L’Intelligenza Artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella vita dei ragazzi. Un giovane su due dichiara di aver chiesto almeno una volta aiuto a un bot o assistente virtuale, in particolare per:
- problemi sentimentali (24%),
- questioni di salute (22%),
- supporto psicologico (21%).
L’IA viene quindi percepita come uno strumento di ascolto e orientamento, soprattutto nei momenti di difficoltà.
Chat tossiche e commenti sull’aspetto fisico
Circa un terzo dei ragazzi afferma di aver assistito a chat in cui si commenta in modo offensivo l’aspetto fisico di altre persone. Di fronte a queste situazioni:
- il 40% ne parla con qualcuno di fiducia,
- il 36% silenzia la chat,
- il 31% la abbandona,
- il 30% segnala i contenuti o chiede la rimozione.
Le reazioni cambiano in base al genere: le ragazze tendono a intervenire e condividere, mentre tra i ragazzi prevalgono disimpegno e normalizzazione.
Privacy e controllo del telefono: un confine delicato
La maggioranza dei giovani considera inaccettabile il controllo del telefono, anche se circa un quarto lo tollera. Solo il 2% lo interpreta come un gesto di rispetto o affetto.
Nonostante ciò, il 69% condivide password di telefono o social con altre persone – genitori, amici o partner – soprattutto per motivi di sicurezza, pratica più diffusa tra le ragazze.
Il ruolo delle istituzioni e della società
Secondo Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia, i giovani sono consapevoli dei pericoli online, ma hanno bisogno di strumenti concreti per proteggersi. Per questo è stato avviato un protocollo con la Polizia di Stato, che darà vita a una campagna di sensibilizzazione sui reati commessi in rete.
Anche Cecilia Pellizzari, direttrice editoriale di Scomodo, sottolinea come la questione di genere resti centrale: le ragazze, soprattutto in età adolescenziale, risultano le più esposte alla violenza online, in particolare alla diffusione non consensuale di immagini intime. Un dato che richiede interventi attivi e mirati, non solo preoccupazione. Fonte: Ansa

