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Valentina Greco, scomparsa in Tunisia: l’ultima chiamata alla madre risale al 9 luglio

Pubblicato il 19 Luglio 2025

Una misteriosa sparizione a Sidi Bou Said

Dal 9 luglio 2025 non si hanno più notizie di Valentina Greco, una 42enne originaria di Cagliari che da circa tre anni vive a Sidi Bou Said, in Tunisia. Il suo improvviso silenzio ha allarmato la famiglia, che si è rivolta immediatamente alle autorità italiane e tunisine.

L’ultimo contatto con la madre risale proprio a quella data. «Era tranquilla, mi ha detto che il cellulare dava problemi», ha riferito la donna, ancora sconvolta. Da allora, però, nessuna risposta, né telefonate, né messaggi.

Indizi preoccupanti: gatti lasciati in casa

Un dettaglio ha reso ancora più sospetta la scomparsa: i gatti di Valentina sono stati trovati nel suo appartamento. Chi la conosce bene sa che, anche quando si assentava per poche ore, era solita affidare i suoi animali alla veterinaria. Un’abitudine alla quale non aveva mai rinunciato, e che ora fa temere il peggio.

L’associazione Penelope, impegnata nella ricerca di persone scomparse, ha diffuso un appello attraverso i social: «Valentina Greco vive e lavora da tre anni in Tunisia e dal 9 luglio non dà più notizie ai familiari. La sua casa è stata trovata in ordine, ma i gatti erano soli e non si trovano né il cellulare né il computer».

Una vita dedicata ai diritti umani

Valentina non era una turista né una residente occasionale. Collaborava con agenzie umanitarie come consulente per i diritti umani, ed era molto attiva nella comunità locale. Durante la pandemia aveva anche realizzato un video di supporto per i tunisini in Italia, dimostrando un forte impegno civico.

L’ipotesi di avances indesiderate

Alcune amiche della donna hanno riferito alle autorità che, di recente, Valentina avrebbe ricevuto delle avances da un uomo, che però aveva respinto. Un elemento che potrebbe rivelarsi cruciale per le indagini. Non si esclude, infatti, che tale episodio possa essere collegato alla sua scomparsa.

Nel frattempo, la polizia tunisina ha effettuato un sopralluogo nell’abitazione. L’appartamento era in ordine, ma mancavano oggetti fondamentali come il cellulare e il computer, che potrebbero contenere informazioni importanti.

La Farnesina e l’Ambasciata italiana seguono il caso

Il Ministero degli Esteri italiano, tramite la Farnesina e l’ambasciata a Tunisi, ha confermato di seguire la vicenda con la massima attenzione. «La sede ha sollecitato formalmente le autorità tunisine – fanno sapere dal ministero – trasmettendo tutte le informazioni utili e tentando più volte di contattare Valentina con i numeri forniti dalla madre, senza ricevere alcuna risposta».

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