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Vertice sul decreto sicurezza: Meloni riunisce la maggioranza, pressing della Lega sul fermo preventivo

Pubblicato il 2 Febbraio 2026

Tensione dopo Torino e nodo Olimpiadi: il governo accelera

Nelle prossime ore la presidente del Consiglio Giorgia Meloni guiderà un vertice di governo per fare il punto sul nuovo pacchetto sicurezza. L’incontro arriva in un clima segnato dagli scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione per Askatasuna, episodio che ha riacceso il dibattito sulle misure di prevenzione dell’ordine pubblico.

All’interno della maggioranza ogni forza politica presenterà le proprie proposte al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ma è soprattutto la Lega a spingere per un intervento deciso. Il vicepremier Matteo Salvini chiede un giro di vite significativo, con l’introduzione di strumenti più incisivi per prevenire disordini durante cortei e manifestazioni.

La proposta della Lega: fermo preventivo fino a 48 ore

Tra le misure più discusse c’è il cosiddetto fermo preventivo per i manifestanti ritenuti sospetti, da applicare prima dell’inizio dei cortei.

Piantedosi avrebbe ipotizzato una durata massima di 12 ore, ma Salvini punta più in alto: “Si può arrivare anche a 48 ore”, ha dichiarato nelle scorse ore durante un’iniziativa di partito a Roma. Secondo il leader leghista, in vista delle prossime Olimpiadi — definite un’occasione straordinaria per l’immagine del Paese — lo Stato deve poter intervenire in anticipo contro chi potrebbe cercare visibilità attraverso azioni violente.

L’Italia, ha sottolineato Salvini, sarà sotto i riflettori internazionali: per questo motivo, a suo avviso, è necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione per evitare episodi di violenza o criminalità. Resta però da trovare un punto di equilibrio con gli alleati di governo, che potrebbero orientarsi su una soluzione più moderata.

Come funzionerebbe il fermo preventivo

La misura, già comparsa in alcune bozze del pacchetto sicurezza, consentirebbe a ufficiali e agenti di polizia, nell’ambito di operazioni di ordine pubblico legate a manifestazioni in luoghi pubblici o aperti al pubblico, di accompagnare in questura persone ritenute potenzialmente pericolose e trattenerle per un periodo limitato.

Secondo l’ipotesi attualmente sul tavolo al Viminale, il trattenimento non supererebbe le 12 ore. La Lega propone invece di estenderlo fino a 48 ore, ma la decisione finale dipenderà dalla mediazione politica interna alla maggioranza.

Il fermo sarebbe finalizzato esclusivamente agli accertamenti di polizia e riguarderebbe soggetti per i quali esistano elementi concreti di rischio in relazione a specifiche circostanze di tempo e luogo. Tra gli indizi valutabili rientrerebbero, ad esempio, il possesso di armi o oggetti atti a offendere, oppure l’uso di caschi e strumenti idonei a rendere difficoltosa l’identificazione personale.

Il confronto resta aperto e il vertice convocato da Meloni servirà a definire la linea definitiva del governo su uno dei punti più delicati del nuovo decreto sicurezza.

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