Pubblicato il 9 Aprile 2026
La presunta vincita e la lite tra i fidanzati
Quella che sembrava una fortuna improvvisa si è trasformata in una storia paradossale da mezzo milione di euro… mai vinti. Tutto è iniziato l’8 marzo a Carsoli, in Abruzzo, quando un uomo ha acquistato un Gratta e Vinci da 5 euro, regalato alla compagna per la festa della donna.
I due, dopo aver grattato il biglietto insieme, erano convinti di aver centrato una vincita da 500mila euro. Secondo il racconto dell’uomo, avevano deciso di dividere il premio a metà, ma poco dopo la scoperta la situazione è degenerata.
La donna avrebbe infatti depositato il tagliando in banca e si sarebbe allontanata, mentre il compagno, un operaio del posto, si è rivolto alla Guardia di Finanza per rivendicare la sua parte della vincita.
Il “patto” e le testimonianze
L’uomo ha più volte ribadito pubblicamente:
“Ci eravamo accordati per dividere tutto”.
Una versione che, almeno inizialmente, sembrava confermata anche da chi era presente al momento dell’acquisto. Nel frattempo, la donna aveva spiegato la sua assenza parlando di impegni lavorativi, assicurando un ritorno imminente.
Il colpo di scena: nessuna vincita
Poi la svolta clamorosa. Dopo verifiche ufficiali, è emerso che il biglietto non era vincente.
L’equivoco è stato scoperto quando il tagliando è stato inviato per il controllo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli:
non c’era alcuna somma da incassare.
L’errore fatale nel grattare il biglietto
Alla base di tutto ci sarebbe stato un semplice errore di lettura. Presi dall’entusiasmo, i due non avrebbero grattato completamente il biglietto, lasciando coperta una parte di un numero.
In questo modo, il numero “43” è stato scambiato per “13”, facendo credere alla coppia di aver centrato il premio milionario.
Una storia finita tra equivoci e tensioni
Dopo giorni di polemiche, denunce e tensioni personali, la vicenda si è rivelata per quello che era:
un clamoroso malinteso nato da un dettaglio non visto.
Se non altro, svanito il sogno della vincita, resta la possibilità che la verità riporti un po’ di serenità dopo una vicenda tanto assurda quanto emblematica.

