Pubblicato il 5 Novembre 2025
Momenti di forte tensione al Nuovo Ospedale dei Castelli, ad Ariccia, nella mattinata di martedì 4 novembre. Un uomo di 43 anni, accompagnato in pronto soccorso dal personale del 118, è andato in escandescenze e ha colpito gli operatori che lo avevano assistito. Il bilancio è pesante: cinque feriti, uno dei quali con frattura delle costole. L’uomo è stato bloccato dalle forze dell’ordine e denunciato per lesioni.
La dinamica: dal trasporto in ospedale all’esplosione di violenza
Secondo quanto ricostruito dall’Ares 118, l’uomo era stato trasferito al pronto soccorso dalla postazione di Ardea con ambulanza e automedica. Una volta arrivato nella struttura di via Nettunense, intorno alle 9.15, il paziente avrebbe strappato l’accesso venoso e si sarebbe scagliato contro il personale sanitario senza un motivo ancora chiarito. L’aggressione ha coinvolto tutti i membri dell’equipaggio: “L’autista dell’ambulanza è stato refertato con 30 giorni di prognosi per la rottura delle costole, il medico con 20 giorni, l’infermiere dell’automedica e l’infermiera dell’ambulanza con 15 giorni, il barelliere con 7 giorni”, ha spiegato l’azienda regionale.
Ares 118: “Sono in prima linea, vanno protetti”
Il direttore generale dell’Ares 118, Narciso Mostarda, ha espresso una posizione netta: “Il nostro personale lavora in emergenza e sotto stress continuo: merita rispetto e piena tutela”. L’azienda ha fatto sapere che sarà al fianco degli operatori aggrediti garantendo supporto legale e psicologico.
Mostarda ha ricordato che episodi del genere non possono essere derubricati a fatti isolati: “La loro professionalità e il loro coraggio non saranno mai dati per scontati”.
I sindacati: “Applicare le norme, non è accettabile rischiare così”
Dura anche la reazione del sindacato Fials Ares 118: il dirigente Alessandro Saulini ha parlato di “gesto vile” e ha chiesto che venga applicata la procedibilità d’ufficio prevista per le aggressioni al personale sanitario: “Chi lavora nel 118 non può temere per la propria incolumità mentre svolge il servizio”.
Sulla stessa linea la Uil Fpl Ares 118, che ha definito questi episodi “sempre più frequenti e inaccettabili” chiedendo misure concrete: segnalazione alle autorità, rafforzamento della vigilanza nei pronto soccorso, attivazione del supporto psicologico e un tavolo permanente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
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