Pubblicato il 27 Settembre 2025
L’incubo di una famiglia a Vittoria
Un imprenditore di Vittoria (Ragusa) racconta all’Ansa i momenti di terrore vissuti dopo il rapimento del figlio diciassettenne, avvenuto giovedì sera in una piazzetta del quartiere Marangio. Il giovane, liberato senza violenze, si è presentato ieri sera al commissariato, mettendo fine a ore di angoscia.
Le parole del padre
«Lo hanno trattato bene, non lo hanno minacciato, gli hanno dato da bere e un panino. Ma mio figlio non aveva fame, ha mangiato poco e ha bevuto molto. La paura e la tensione erano fortissime. È stato un incubo per lui e per tutti noi. Per fortuna si è concluso senza conseguenze gravi».
La prigionia in una casa isolata
Il ragazzo ha raccontato di non sapere dove fosse stato portato. Era incappucciato per tutto il tragitto, durato circa mezz’ora. «Lo hanno condotto all’interno di una casa – spiega il padre – probabilmente un casolare di campagna, perché non si sentivano rumori esterni. È rimasto da solo in una stanza, sorvegliato da uomini sempre con il volto coperto. Ha solo percepito il rumore degli elicotteri che sorvolavano la zona».
La liberazione
Dopo alcune ore, i sequestratori lo hanno nuovamente caricato in auto e poi abbandonato fuori dal centro abitato di Vittoria, a un paio di chilometri dalla città. Il giovane ha camminato a lungo fino a incontrare alcune persone che lo hanno aiutato e accompagnato in commissariato, dove ha potuto riabbracciare la sua famiglia.

