« Torna indietro

Zelensky

Zelensky: “Domani, 23 gennaio, il primo vertice trilaterale Ucraina-Russia-Usa”

Pubblicato il 22 Gennaio 2026

Il discorso di Davos e l’appello all’Europa

Nel suo intervento al World Economic Forum di Davos, Volodymyr Zelensky ha descritto la situazione dell’Ucraina come una sorta di “Giorno della Marmotta”, un conflitto che si ripete senza svolte decisive da anni. Il presidente ucraino ha ricordato come già dodici mesi fa avesse chiesto all’Europa di rafforzare la propria capacità di difesa, sottolineando che, nonostante il tempo trascorso, nulla è realmente cambiato.

Secondo Zelensky, l’Unione europea soffre di una mancanza di volontà politica: i beni russi congelati restano inutilizzati e l’istituzione di un tribunale sui crimini di guerra russi procede a rilento. “È una questione di tempo o di volontà?”, si è chiesto, ribadendo che senza decisioni concrete l’Europa resta vulnerabile.

Critiche all’Unione europea e divisioni interne

Il leader di Kiev ha accusato i Paesi europei di essere divisi e incerti, soprattutto nel rapporto con gli Stati Uniti. Zelensky ha raccontato di essere stato invitato a evitare argomenti sensibili, come la fornitura di missili a lungo raggio, per non “rovinare il clima” con Washington o con singoli partner europei.

Non possiamo accettare un’Europa ridotta a un insieme di piccole e medie potenze”, ha dichiarato, aggiungendo che solo un’Europa unita può diventare una vera forza globale, capace di anticipare gli eventi invece di reagire in ritardo.

Bielorussia, Iran e sicurezza del continente

Zelensky ha richiamato l’attenzione anche su altri scenari critici. La mancata risposta europea alle proteste in Iran e in Bielorussia, secondo il presidente ucraino, ha avuto conseguenze dirette sulla sicurezza del continente. In particolare, la presenza di missili russi in Bielorussia, oggi a portata di molte capitali europee, è vista come il risultato di una inerzia politica protratta nel tempo.

“Servono forze armate europee unite”

Uno dei passaggi centrali del discorso è stato l’appello a costruire forze armate europee realmente integrate. Zelensky ha avvertito che l’Europa si affida troppo alla convinzione che la Nato e gli Stati Uniti interverranno sempre. “E se non fosse così?”, ha chiesto, sottolineando che questo dubbio è ormai presente nella mente di molti leader europei.

Il vertice trilaterale negli Emirati Arabi Uniti

Zelensky ha poi annunciato che il primo incontro trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina si terrà domani e dopodomani, 23 e 24 gennaio, negli Emirati Arabi Uniti. Rispondendo alle domande dei giornalisti, ha definito positivo il recente incontro con Donald Trump e ha spiegato che i documenti per porre fine alla guerra sono quasi pronti. “L’Ucraina agisce con onestà – ha detto – ora la Russia deve dimostrare di essere pronta a chiudere il conflitto”.

Trump e Zelensky: confronto diretto a Davos

L’intervento di Zelensky è arrivato dopo un faccia a faccia di circa un’ora con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. All’uscita dall’incontro, Trump ha ribadito che “la guerra deve finire”, evitando però di entrare nei dettagli sui confini ucraini o su eventuali accordi già definiti.

Zelensky, in un messaggio successivo, ha parlato di un incontro produttivo e significativo, ringraziando gli Stati Uniti per il sostegno alla difesa aerea ucraina e chiedendo ulteriori aiuti per proteggere la popolazione civile.

Macron: stop alle violazioni nel Mediterraneo

Sul fronte europeo, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che la Marina francese ha abbordato una petroliera russa nel Mediterraneo, sospettata di violare le sanzioni internazionali. L’operazione, condotta nel rispetto del diritto marittimo, ha portato all’avvio di un’indagine giudiziaria. Macron ha ribadito che le attività della “flotta fantasma” russa finanziano la guerra contro l’Ucraina e non saranno tollerate.

Nato e alleati: “Non distogliere l’attenzione da Kiev”

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha invitato i Paesi alleati a non abbassare la guardia. Pur riconoscendo l’importanza dei colloqui di pace, ha sottolineato che nel frattempo l’Ucraina ha bisogno di sostegno militare immediato, soprattutto per difendersi dagli attacchi alle infrastrutture energetiche durante l’inverno.

Pressione su Mosca e progressi nei negoziati

Anche il premier olandese Dick Schoof ha confermato il continuo sostegno a Kiev, parlando di una riunione a Davos con rappresentanti ucraini, statunitensi ed europei per aumentare la pressione su Mosca.

L’inviato speciale Usa Steve Witkoff ha dichiarato che i colloqui tra Russia e Ucraina avrebbero fatto notevoli progressi, riducendosi ormai a un’unica questione centrale, dunque potenzialmente risolvibile. Il Cremlino, tuttavia, ha preferito non commentare ufficialmente, pur riconoscendo l’impegno diplomatico dell’amministrazione Trump.

In attesa del vertice trilaterale, Davos si conferma così il palcoscenico di un delicato equilibrio diplomatico, in cui il futuro della guerra in Ucraina resta appeso a decisioni politiche ancora da compiere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *