Pubblicato il 19 Dicembre 2023
Stupri, abusi e violenze sulle donne: questi odiosi crimini purtroppo si stanno verificando con una continuità preoccupante, anche se guardando l’altra faccia della medaglia stanno aumentando le denunce e gli arresti.
Purtroppo però c’è ancora molto da fare sul fronte della prevenzione e della sicurezza, come dimostra un brutto episodio di cui è stata protagonista una studentessa universitaria insieme ad un’amica a Milano.
L’aggressione
La ragazza coinvolta ha spiegato all’Adnkronos cosa è successo: “Una serata tranquilla tra amici quando intorno alle 23.30 una mia amica mi chiede di accompagnarla a prendere le sigarette lasciate in macchina, distante neppure 50 metri dal bar”.
Un tragitto brevissimo che non avrebbe dovuto destare preoccupazioni, invece proprio in quei 50 metri si è consumata la disavventura per le due amiche. La ragazza ha spiegato che due ragazzi, con toni educati, si sono rivolti a lei per chiedere una sigaretta: “Si rivolgono a me in maniera educata, poi mi accorgo che si avvicinano altri: sono sei o sette che mi circondano alla fine. La mia amica mi raggiunge, anche a lei chiedono delle sigarette e il loro atteggiamento diventa sempre più aggressivo. Ci chiedono cosa stiamo facendo, ci invitano ad andare con loro, continuano a ridere e a urlare”.
L’attivazione del braccialetto
La situazione sta per degenerare e così la studentessa, per prendere tempo, ha detto che stava per arrivare il fidanzato: “Non sapendo cosa fare diciamo che c’è il mio ragazzo che ci sta aspettando. ‘Puoi dire al tuo ragazzo di venire che lo meniamo’, la frase che pronunciano, mentre io e la mia amica siamo completamente bloccate e loro continuano a urlare e a parlare”.
Per fortuna la ragazza trova un attimo di lucidità e individua la soluzione che è proprio nella sua borsa: il WinLet, cioè un dispositivo elettronico che una volta attivato emette una potente sirena, con un suono superiore a 110 decibel, e nello stesso momento invia una richiesta di aiuto ai contatti selezionati e ad una centrale operativa con un messaggio di allarme e la posizione.
“Premo il pulsante e i miei contatti – ha raccontato la studentessa – tra cui il mio ragazzo, vedono dove sono e che sono in pericolo. Ricevuto l’sos il mio fidanzato arriva subito con un amico”. Gli aggressori “restano tutti fermi, immobili, non capiscono cosa sta succedendo, ma intuiscono che quel rumore insistente non promette nulla di buono e il gruppo si dilegua. Mentre scappano tirano uno spintone fortissimo a un mio amico che cade per terra, ma per fortuna non è nulla di grave”.
Un’esperienza traumatica
Grazie al braccialetto anti-stupro le due ragazze sono riuscite a salvarsi da una situazione che poteva finire molto male. “La paura è stata tanta, credo per un po’ uscirò solo accompagnata” – ha confessato la ragazza, profondamente segnata e traumatizzata da questo bruttissimo episodio – “questa volta mi è andata bene, ma se dovesse succedere un’altra volta non so se mi riprenderei dallo spavento. Un conto è sentire che accadono queste cose, ma quando succedono a te è veramente brutto. Non riesco ancora a essere serena, è passato troppo poco tempo da questa cosa che mi ha traumatizzato”.

