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Accordo raggiunto per il contratto dei ministeri, 160 euro medi di aumento

Pubblicato il 9 Giugno 2026

È stata raggiunta l’intesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Funzioni Centrali relativo al triennio 2025-2027. L’accordo, sottoscritto tra Aran e organizzazioni sindacali, interessa quasi 200mila dipendenti pubblici impiegati nei ministeri, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici.

Tra le novità più rilevanti figura un incremento retributivo medio pari a 160 euro mensili a regime, oltre a nuove tutele per i lavoratori e importanti interventi sul fronte dei diritti.

Gli aumenti previsti dal nuovo contratto

Il rinnovo contrattuale introduce aumenti differenziati in base all’inquadramento professionale.

Nel dettaglio:

  • 126,60 euro mensili per il personale dell’area degli operatori;
  • fino a 221 euro al mese per le figure ad alta professionalità;
  • 160 euro l’incremento medio complessivo previsto dal contratto.

Gli adeguamenti economici saranno erogati attraverso tre tranche successive:

  • dal 1° gennaio 2025;
  • dal 1° gennaio 2026;
  • dal 1° gennaio 2027.

Anche la Fp-Cgil firma l’intesa

Tra gli aspetti più significativi dell’accordo vi è la firma della Fp-Cgil, che nella precedente tornata contrattuale aveva scelto di non aderire.

L’organizzazione sindacale ha spiegato di aver sostenuto una lunga trattativa per ottenere miglioramenti concreti, decidendo infine di sottoscrivere la preintesa grazie alle innovazioni introdotte nel testo.

Nuove tutele contro l’inflazione e più diritti per i neoassunti

Secondo quanto evidenziato dalla Fp-Cgil, il nuovo contratto introduce un meccanismo di verifica finalizzato a contrastare eventuali effetti dell’inflazione non previsti, con l’obiettivo di salvaguardare il potere d’acquisto dei salari.

Un’altra novità riguarda il tema delle ferie: dopo oltre trent’anni viene riconosciuto ai neoassunti un trattamento equiparato a quello dei colleghi con maggiore anzianità di servizio, garantendo quindi pari diritto alle ferie per tutti i dipendenti.

Zangrillo: “Il lavoro pubblico ha valore”

Commentando la firma dell’accordo, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo (nella foto d’apertura) ha sottolineato il valore storico dell’intesa.

Secondo il ministro, si tratta della prima volta che il contratto delle Funzioni Centrali viene sottoscritto all’interno del triennio di riferimento, un risultato che dimostrerebbe la capacità della Pubblica Amministrazione di operare in modo più efficiente e rispettare le tempistiche previste.

Oltre 200mila lavoratori coinvolti

Zangrillo ha inoltre ricordato che il rinnovo interessa oltre 200mila lavoratrici e lavoratori pubblici, prevedendo un incremento medio delle retribuzioni pari al 5,4%.

Per il ministro, garantire aumenti salariali in tempi certi rappresenta non solo una misura economica, ma anche un riconoscimento concreto dell’impegno quotidiano di chi opera al servizio dei cittadini e delle istituzioni. Il nuovo contratto, ha concluso, conferma che il lavoro pubblico rappresenta una risorsa fondamentale e merita adeguata valorizzazione. Fonte: Ansa

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