Pubblicato il 17 Giugno 2026
Si è spento a 87 anni uno dei maggiori studiosi del Novecento
Il mondo della cultura e della ricerca storica piange la scomparsa di Carlo Ginzburg, tra i più autorevoli storici italiani e figura centrale nello sviluppo della microstoria, metodo di ricerca che ha rivoluzionato il modo di interpretare il passato. Nato a Torino il 15 aprile 1939, Ginzburg si è spento all’età di 87 anni, lasciando un’eredità intellettuale che ha influenzato studiosi di tutto il mondo.
Una vita segnata dalla cultura e dall’impegno civile
Figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg, Carlo crebbe in un ambiente profondamente legato alla cultura e alla riflessione civile. Dopo gli studi alla Scuola Normale Superiore di Pisa, iniziò un percorso accademico che lo avrebbe portato a diventare uno dei più importanti storici contemporanei.
Il padre della microstoria
Il nome di Ginzburg è indissolubilmente legato alla nascita della microstoria, corrente storiografica sviluppatasi in Italia negli anni Settanta. Attraverso l’analisi approfondita di vicende locali, personaggi marginali e casi apparentemente secondari, lo storico dimostrò come fosse possibile comprendere fenomeni storici più ampi osservandoli da una prospettiva ravvicinata.
Tra le sue opere più celebri spiccano “I benandanti” e “Il formaggio e i vermi”, testi che hanno segnato una svolta negli studi storici e che ancora oggi vengono considerati punti di riferimento per la ricerca internazionale.
Un metodo innovativo che ha cambiato la storiografia
L’approccio di Ginzburg ha contribuito a spostare l’attenzione dagli eventi e dai protagonisti della grande storia verso le esperienze delle persone comuni, mettendo in luce mentalità, credenze e dinamiche sociali spesso trascurate dalla storiografia tradizionale. Grazie alle sue ricerche, la microstoria è diventata un modello di studio adottato e sviluppato in numerosi Paesi.
Un’eredità destinata a durare
Con la scomparsa di Carlo Ginzburg viene meno una delle voci più autorevoli della cultura italiana contemporanea. La sua produzione scientifica, il rigore metodologico e la capacità di leggere il passato attraverso dettagli apparentemente insignificanti continueranno a rappresentare un punto di riferimento per storici, ricercatori e studenti.
La sua opera resta una testimonianza fondamentale di come la storia possa essere raccontata partendo dai margini per arrivare a comprendere l’intera società.

