Pubblicato il 8 Gennaio 2026
La scomparsa nel giorno di Capodanno
Jan Steenberg, conosciuto affettuosamente come Oom Jan, è morto a causa di un attacco d’asma poche ore dopo aver celebrato quello che sarebbe stato il suo 121esimo compleanno. L’uomo viveva in Sudafrica ed è deceduto il giorno di Capodanno nel villaggio di Colchester, nella provincia del Capo Orientale.
Era nato il 31 dicembre 1904 e per anni aveva sostenuto di essere l’uomo più anziano del mondo, anche se non ha mai ottenuto il riconoscimento ufficiale del Guinness World Records.
Il primato mai riconosciuto ufficialmente
Nonostante l’età straordinaria, Steenberg non figurava nei registri ufficiali dei supercentenari. Attualmente, infatti, il titolo di uomo vivente più anziano riconosciuto appartiene al brasiliano João Marinho Neto, che ha 113 anni.
Questo mancato riconoscimento non ha però mai scalfito la notorietà locale di Oom Jan, considerato da molti un simbolo vivente di resistenza e memoria storica.
Una vita attraversata dalla storia
Nel corso della sua lunghissima esistenza, Jan Steenberg ha svolto numerosi lavori, tra cui becchino e pescatore, adattandosi a contesti sociali ed economici profondamente diversi. Era sopravvissuto a due guerre mondiali, alle violenze e alle ingiustizie dell’apartheid e anche alla pandemia di Covid-19.
Un’esistenza che ha attraversato oltre un secolo di cambiamenti, lasciando una testimonianza diretta di alcune delle pagine più complesse del Novecento.
Il segreto della longevità secondo Oom Jan
In un’intervista rilasciata nel 2025, Steenberg aveva attribuito la sua incredibile longevità alla fede religiosa. “Dio è il mio ossigeno e il mio salvatore”, aveva dichiarato, aggiungendo con ironia di aver fumato fin dall’età di 14 anni, quando rubava le sigarette.
Parole che avevano colpito l’opinione pubblica per la loro semplicità e autenticità, riflettendo una visione della vita umile e profondamente spirituale.
L’affetto della famiglia e della comunità
Secondo quanto riportato dai media locali, Steenberg è morto circondato dai suoi familiari. Lascia due figlie, due nipoti e due pronipoti, oltre a quattro cani e un gatto, a cui era molto legato.
L’amica di famiglia Michelle Brown, che ha diffuso la notizia sui social, ha raccontato che Oom Jan riceveva ogni anno un riconoscimento speciale ai Senior Citizen of the Year Awards, risultando sempre di gran lunga il più anziano tra i premiati.
Un uomo umile, pacato e generoso
Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona riservata, gentile e amante degli animali. Si prendeva cura non solo dei propri cani, ma anche degli animali della comunità, diventando un punto di riferimento affettivo per il quartiere.
Per 18 anni, Jan è stato assistito da Ronell Van Niekerk, che gli ha dedicato tempo e presenza quotidiana. “Quando ami davvero qualcuno, riesci a sentire il suo dolore anche a distanza”, ha raccontato, ricordando che proprio il giorno della morte aveva avvertito un’inquietudine inspiegabile.
L’ultimo saluto
“Verso l’una del pomeriggio Jan ha avuto un attacco d’asma ed è morto poco dopo”, ha spiegato Van Niekerk. Il suo racconto si chiude con parole semplici ma profonde: “Che riposi in pace”.

