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Addio al cardinale Camillo Ruini: protagonista della Chiesa italiana per oltre due decenni

Pubblicato il 17 Giugno 2026

La scomparsa a 95 anni

Il cardinale Camillo Ruini si è spento martedì 16 maggio all’età di 95 anni. Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 19 febbraio 1931, aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale l’8 dicembre 1954. Nel 1991 era stato elevato al cardinalato da Papa Giovanni Paolo II durante il Concistoro del 28 giugno.

La Diocesi di Roma, attraverso il cardinale vicario Baldassare Reina e il Consiglio episcopale, ha espresso il proprio cordoglio, affidandolo alla misericordia di Dio e ricordandone la lunga testimonianza cristiana e il prezioso servizio reso alla Chiesa, caratterizzati da una particolare capacità di interpretare il ruolo dei cristiani nella società contemporanea.

Un lungo percorso al servizio della Chiesa

Prima di assumere incarichi di rilievo nazionale, Ruini è stato rettore del Seminario di Reggio Emilia e docente di teologia dogmatica. Nel 1983 Giovanni Paolo II lo nominò vescovo ausiliare di Reggio Emilia, mentre nel 1986 divenne Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (Cei).

La sua ascesa ai vertici della Chiesa italiana proseguì nel 1991 con la nomina a Pro-vicario della Diocesi di Roma e, pochi mesi dopo, a Presidente della Cei. Un incarico che ha mantenuto per ben sedici anni, fino al 2007, diventando una delle figure più influenti del cattolicesimo italiano. Parallelamente, ha guidato la Diocesi di Roma come Vicario del Papa fino al 2008, per un totale di diciassette anni di servizio.

Una figura centrale nel dibattito culturale e sociale

Secondo quanto ricordato dalla Diocesi di Roma, Ruini si è distinto per la sua capacità di leggere e interpretare i cambiamenti politici e sociali del Paese. Ha sempre sostenuto che i cristiani dovessero affrontare le trasformazioni culturali senza rinunciare alla propria identità, custodendo e difendendo il patrimonio di valori della tradizione cattolica.

Questa visione era racchiusa nel suo motto episcopale, “Veritas liberabit nos” (“La verità vi farà liberi”), principio che ha accompagnato tutta la sua attività pastorale e istituzionale.

Il ricordo del cardinale Matteo Zuppi

Anche il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Ruini, ricordandolo come una personalità che ha dedicato la propria esistenza al Vangelo, alla Chiesa di Roma e all’intera comunità ecclesiale italiana.

Nel suo messaggio, Zuppi ha evidenziato come Ruini abbia servito la Chiesa con intelligenza, sensibilità pastorale e profondo senso di appartenenza ecclesiale, convinto che la fede dovesse confrontarsi concretamente con le sfide della storia, della società e della cultura.

L’eredità lasciata alla Chiesa italiana

Per il presidente della Cei, il contributo di Ruini è stato determinante nell’aiutare la Chiesa italiana a riflettere, discernere e dialogare con il proprio tempo, mantenendo saldo il legame con il Papa e con la Chiesa universale.

Il suo motto, “Veritas liberabit nos”, resta oggi una delle eredità più significative del suo magistero: un invito costante alla ricerca della verità di Cristo come strada verso la libertà autentica e la capacità di amare.

Nel ricordo del cardinale Ruini, Zuppi ha infine rivolto un pensiero di vicinanza ai familiari, alla Diocesi di Roma e a tutte le persone che lo hanno conosciuto e accompagnato nel corso del suo lungo ministero.

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