« Torna indietro

Marco Cappato

Addio a Christian, 55enne affetto da sclerosi multipla: aveva richiesto il suicidio assistito

Pubblicato il 22 Maggio 2026

Il decesso avvenuto nella sua abitazione

Christian, un uomo lombardo di 55 anni malato di sclerosi multipla dal 1999, è morto nella propria casa il 18 maggio scorso dopo aver avviato il percorso previsto per accedere al suicidio assistito. La richiesta ufficiale era stata presentata alla sua Azienda sanitaria locale nel febbraio 2026.

A rendere pubblica la notizia è stata l’Associazione Luca Coscioni, alla quale l’uomo si era rivolto per ricevere supporto e informazioni sul fine vita.

Terzo caso in Lombardia, diciassettesimo in Italia

Quello di Christian rappresenta il terzo caso registrato in Lombardia e il diciassettesimo a livello nazionale legato all’accesso al suicidio medicalmente assistito.

L’Associazione Coscioni ha colto l’occasione per rilanciare la campagna di raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale “Liberi Subito”, pensata per regolamentare in modo più chiaro e rapido le procedure relative al fine vita.

Cappato e Gallo: “Servono tempi rapidi e regole chiare”

Secondo Marco Cappato, nella foto d’apertura, tesoriere dell’associazione, la normativa regionale è ormai “indispensabile” per garantire ai pazienti tempi certi e procedure rapide, come richiesto dalla Corte costituzionale.

Anche Cappato e la segretaria nazionale Filomena Gallo hanno sottolineato che il caso di Christian dimostra come la sentenza della Consulta sia applicabile in tutta Italia, e non soltanto in alcune regioni.

Nella nota diffusa dall’associazione si evidenzia inoltre che, quando le aziende sanitarie operano con tempestività, i pazienti possono evitare “lunghe sofferenze contro la propria volontà”. Tuttavia, le procedure continuano a variare da territorio a territorio, creando differenze significative nell’accesso al percorso.

Le condizioni di salute e la scelta finale

Christian conviveva con la sclerosi multipla da oltre venticinque anni. Con il peggiorare della malattia, la sua condizione era diventata irreversibile: soffriva di dolori considerati insopportabili ed era completamente dipendente dall’assistenza di altre persone.

Dopo essersi informato sui diritti legati al fine vita in Italia, aveva deciso di chiedere la verifica delle condizioni previste dalla legge per accedere al suicidio assistito.

Secondo quanto riferito dall’Associazione Luca Coscioni, il 18 maggio si è autosomministrato il farmaco letale nella propria abitazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *