Pubblicato il 28 Maggio 2025
Un pellegrinaggio di silenzio e commozione
Afragola, 28 maggio. Sul luogo dove è stato ritrovato il corpo senza vita di Martina, la quattordicenne uccisa (l’ex fidanzato avrebbe confessato il delitto), si susseguono visite silenziose e cariche di dolore.
Due donne hanno deposto mazzi di fiori: su uno spicca una frase incisa con rabbia e disperazione: “Basta femminicidi”. Un altro messaggio commovente recita: “Dolce angelo, non meritavi questa fine”. I carabinieri sorvegliano la zona, mentre i passanti chiedono giustizia e pene esemplari: “Non si può distruggere una vita così”.
Uno zio della giovane, giunto in lacrime sul posto, ha ricordato le ore frenetiche e cariche d’ansia che hanno preceduto il tragico ritrovamento.
Preghiere nella basilica di Sant’Antonio
A pochi passi da via Imbriani, dove Martina viveva con i genitori, i fedeli si sono radunati nella basilica di Sant’Antonio da Padova per pregare in suo ricordo. I frati, commossi, hanno intonato preghiere appena appresa la notizia. Per molti, la sua scomparsa è “una spina nel cuore” che colpisce tutta la comunità.
Il dolore del quartiere: “Non dormiamo da giorni”
Il luogo del ritrovamento si trova a circa un chilometro dall’abitazione della giovane. Nel condominio dove viveva, il dolore è palpabile. Bruno Rota, un anziano vicino di casa, afferma: “Abbiamo visto Martina crescere. Non dormiamo da giorni”. Davanti all’edificio, gruppi di persone seguono con gli occhi fissi sui cellulari ogni aggiornamento del caso.
“Siamo sconvolti. Nessuno poteva immaginare un epilogo del genere”, sussurra un’altra residente con la voce rotta. Una donna anziana aggiunge: “Non meritava tutto questo”.
Il custode: “Era di fretta, ma si è fermata a salutarmi”
Giovanni, il custode dello stabile dove viveva Martina, racconta con commozione l’ultimo momento in cui l’ha vista: “Quel pomeriggio era di fretta. Le ho detto: ‘Che fai, non mi saluti?’. Lei è tornata indietro e mi ha sorriso”.
Giovanni la ricorda come “una ragazza solare, educata, sempre gentile”.
Martina frequentava il primo anno dell’istituto alberghiero e ogni mattina prendeva l’autobus per raggiungere la scuola situata sul Rettifilo.
Una comunità spezzata dal dolore
Martina non è più solo una giovane vittima, ma il simbolo di una tragedia che ha colpito un’intera città. Il suo sorriso resta impresso nei cuori di chi l’ha conosciuta, mentre la comunità di Afragola chiede a gran voce fine alla violenza di genere e giustizia per Martina.
Sindaco di Afragola: “Immane tragedia che sconvolge la comunità”
“Siamo tutti profondamente addolorati per l’orrore dell’inaccettabile morte di una adolescente di 14 anni, a cui è stato tolto il diritto di vivere”. Queste le parole del sindaco di Afragola, Antonio Pannone, dopo il ritrovamento, senza vita, di Martina Carbonaro. “E’ una immane tragedia che sconvolge la nostra comunità – dice ancora il primo cittadino – di fronte alla barbarie di chi non rispetta la libertà e la dignità femminile. Esprimo alla famiglia di Martina il più profondo cordoglio della Città di Afragola e sono certo che nulla resterà di intentato nelle indagini in corso per assicurare alla giustizia il responsabile di un delitto così efferato”. Inoltre, ha aggiunto, “ringrazio i Carabinieri, la Polizia di Stato, i Vigili del fuoco e la Polizia municipale per la professionalità e la tempestività dimostrate sul piano operativo con il coordinamento della Prefettura e dell’autorità giudiziaria e con il supporto dell’efficiente sistema di videosorveglianza comunale”.

