Pubblicato il 4 Marzo 2026
Analizzate 17 milioni di posizioni fiscali
Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate ha intensificato in modo significativo l’attività di verifica, arrivando a esaminare 17 milioni di posizioni fiscali.
Dai controlli sono emersi 200mila evasori totali tra imprese e contribuenti: il 57% (circa 116mila soggetti) non aveva presentato alcuna dichiarazione dei redditi, mentre il restante 43% (86mila) risultava addirittura sconosciuto al Fisco.
Negli ultimi anni l’azione di accertamento è diventata più incisiva grazie alla possibilità di effettuare controlli incrociati in tempo reale su conti correnti, carte ricaricabili e altri strumenti finanziari riconducibili al contribuente.
Come funzionano le verifiche fiscali
I controlli mirano a verificare la coerenza tra i movimenti bancari — versamenti e prelievi — e i redditi dichiarati. Il sistema si basa sul principio della presunzione fiscale: se emergono discrepanze rilevanti, l’amministrazione può ipotizzare un reddito imponibile superiore a quello dichiarato e contestare l’evasione di imposte come Irpef, Ires o Iva, a seconda dei casi.
Per le persone fisiche, in ambito Irpef, i prelievi non sono normalmente considerati elemento decisivo, salvo situazioni di evidente incoerenza rispetto ai redditi dichiarati.
Un aspetto centrale è l’inversione dell’onere della prova: in presenza di contestazioni, spetta al contribuente dimostrare che le somme considerate non dichiarate siano in realtà già tassate o esenti.
Tutto deve essere documentato
Per difendersi, il contribuente deve fornire documenti con data certa e tracciabilità: ad esempio atti di donazione, contratti di prestito, ricevute di rimborso spese. Non sono sufficienti spiegazioni generiche: la tracciabilità è l’unico strumento realmente efficace per dimostrare la regolarità della propria posizione fiscale.
Effetti sull’economia e obiettivi futuri
Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, se il trend di recupero dell’evasione osservato tra il 2002 e il 2023 proseguisse fino al 2028, le entrate strutturali potrebbero crescere fino a 0,3 punti percentuali di Pil, con una riduzione del rapporto debito/Pil di oltre quattro punti nel medio-lungo periodo.
Oltre ai controlli, l’Agenzia punta sempre più sulla collaborazione preventiva con i contribuenti, la cosiddetta compliance. In quest’ottica, nel 2026 saranno inviate oltre 2,4 milioni di lettere di compliance, come annunciato dal direttore dell’Agenzia, Vincenzo Carbone, per invitare i cittadini a regolarizzare eventuali anomalie prima di un accertamento formale.

