Pubblicato il 12 Settembre 2026
È rimasto aggrappato per quasi tre giorni allo scafo capovolto della sua barca da pesca, nelle acque gelide del mare di Bering, prima di essere individuato e tratto in salvo. Una storia a lieto fine solo in parte quella che arriva dalle coste dell’Alaska, dove un ragazzo di 15 anni è stato trovato vivo lunedì 7 settembre, nonostante le condizioni estreme.
Il giovane, che presentava evidenti sintomi di ipotermia, è stato soccorso dall’equipaggio di un peschereccio. Per gli altri due uomini che erano con lui, però, non c’è stato nulla da fare: si trattava del fratello di 35 anni e del cugino, entrambi morti nel naufragio.
Il naufragio nelle acque dell’Alaska
La tragedia si è verificata venerdì 4 settembre nelle acque al largo di Saint-Laurent, una piccola isola situata nella parte occidentale dell’Alaska, a circa cento chilometri dalla terraferma americana e a poche decine di chilometri dalla Russia.
I tre erano partiti lo stesso giorno dal villaggio di Savoonga, a bordo di un peschereccio lungo circa 5,5 metri. L’obiettivo era rientrare a terra domenica mattina.
Quando, però, l’imbarcazione non è tornata, la scomparsa è stata segnalata alle autorità nella serata di domenica.
Le ricerche ostacolate dal maltempo
Le operazioni di ricerca non sono potute iniziare immediatamente. Il maltempo e la scarsa visibilità hanno impedito ai soccorritori aerei di intervenire prima della mattina di lunedì.
La svolta è arrivata quando un aereo HC-130 della Guardia costiera statunitense ha individuato l’imbarcazione capovolta.
Il peschereccio si trovava a circa 6,5 chilometri dall’isola. Quando gli operatori hanno osservato lo scafo, hanno fatto una scoperta sorprendente: sul relitto c’era ancora una persona viva.
Il ragazzo era solo sullo scafo
Il 15enne era riuscito a resistere alle condizioni proibitive rimanendo aggrappato allo scafo della barca per quasi tre giorni.
L’equipaggio di un peschereccio ha immediatamente avviato le operazioni di soccorso. Al ragazzo sono stati forniti una zattera e alcuni materiali di sopravvivenza, mentre veniva organizzato il recupero con l’aiuto della Northwest Explorer, una nave che si trovava nelle vicinanze.
Il giovane è stato infine raggiunto e portato a bordo con l’ausilio di una barella di soccorso.
Ricoverato per ipotermia
Dopo il salvataggio, il ragazzo è stato riscaldato e assistito a causa dei sintomi di ipotermia. Successivamente è stato trasportato a Nome, sulla terraferma dell’Alaska.
Nella stessa operazione sono state trasferite anche le salme del fratello e del cugino, vittime del naufragio.
“È a dir poco un miracolo”
La sopravvivenza del ragazzo ha lasciato profondamente colpiti anche i soccorritori.
“È a dir poco un miracolo”, ha commentato il tenente comandante Jonathon Resch, pilota della Guardia costiera statunitense che ha avvistato il giovane durante le operazioni di ricerca.
Dopo quasi tre giorni trascorsi nelle acque gelide del mare di Bering, il ritrovamento del 15enne vivo ha rappresentato un’incredibile svolta in una tragedia che ha invece causato la morte dei suoi due familiari.
Foto; Screenshot da video Abc News

