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La confessione choc di Alessandro Melli: “Così provammo a truccare Perugia-Juventus”

Pubblicato il 31 Luglio 2024

Perugia-Juventus del 14 maggio 2000 è una partita che i tifosi juventini ricordano come un incubo. Nello stadio del Curi, ribattezzato in quell’occasione la “piscina” del Curi per le pozzanghere che si formarono sul campo dopo il violentissimo temporale che si abbatté sulla città, la Juventus perse la partita e anche lo scudetto. A distanza di 24 anni Alessandro Melli, che oggi ha 54 anni e che quella partita la giocò, ha fatto delle rivelazioni scottanti al podcast “Non è più domenica”.

Perugia-Juventus, la partita scudetto

Per dare un po’ di contesto facciamo un salto a 24 anni fa per capire a che punto era la situazione per la lotta scudetto. La Juventus era prima con soli due punti di vantaggio sulla Lazio, quindi vincendo si sarebbe messa lo scudetto in tasca. In caso di arrivo a pari punti ci sarebbe stato lo spareggio.

La Lazio senza affanni vinse in casa per 3-0 contro la Reggina e tenne l’orecchio incollato alla radiolina per conoscere il risultato della Juventus, ferma sullo 0-0 contro il Perugia, che era salvo e non aveva più nulla da chiedere al campionato. Ad aggiungere ulteriore pathos a quella situazione, già ricca di tensione, ci pensò il maltempo: su Perugia si abbatté un violentissimo acquazzone che costrinse l’arbitro Collina a interrompere la partita per almeno 70 minuti.

Alla fine la partita riprese, anche se le condizioni del campo non erano certo ideali per giocare a calcio, e a sorpresa il Perugia andò in vantaggio con un gol di Calori. La Juve cercò in tutti i modi quanto meno di pareggiare, ma alla fine perse la partita e quindi lo scudetto, che sembrava destinato a Torino, fu dirottato improvvisamente e clamorosamente verso Roma, sponda biancoceleste.

Le rivelazioni di Melli: “Gaucci ci minacciò…”

Ed eccoci alle rivelazioni scottanti di Melli, entrato al 77′ al posto di Nicola Amoruso, sul punteggio di 1-0 per il Perugia. L’ex attaccante ha rivelato che, durante l’intervallo, i perugini proposero alla Juventus di pareggiare. In questo modo i bianconeri avrebbero dovuto giocare lo spareggio con la Lazio, ma l’accordo fu rifiutato, in particolare da Zidane, Davids e Montero. “Fu un pour parler di nascosto tra i giocatori più importanti” – ha confessato Melli.

Ma perché i giocatori amaranto ci tenevano così tanto a non perdere? Per volere di Gaucci, l’allora presidente del Perugia, come spiegato da Melli. Gaucci era legato per vari motivi alla Lazio e al Banco di Roma e, stando alle parole di Melli, avrebbe chiesto ai suoi giocatori di battere la Juve e far vincere così lo scudetto alla Lazio, promettendo anche un premio partita.

Se avessero perso, Gaucci li avrebbe minacciati di portarli in Cina per il ritiro. “Giocammo una partita irregolare” – ha poi evidenziato Melli – “finì come finì per un episodio”.