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Allarme hantavirus sulla nave MV Hondius: caccia ai 29 passeggeri sbarcati prima dell’isolamento

Pubblicato il 8 Maggio 2026

Scattano i controlli sanitari internazionali

Le autorità sanitarie di diversi Paesi stanno lavorando per rintracciare i passeggeri della nave da crociera MV Hondius che hanno lasciato l’imbarcazione prima dell’attivazione delle misure di isolamento legate al focolaio di hantavirus scoppiato a bordo.

La compagnia olandese Oceanwide Expeditions ha confermato che 29 persone sono sbarcate il 24 aprile nell’isola britannica di Sant’Elena, mentre il primo caso ufficiale di contagio è stato individuato soltanto il 2 maggio.

Passeggeri già rientrati nei rispettivi Paesi

I viaggiatori coinvolti appartengono a 12 nazionalità differenti e molti di loro sarebbero già tornati nei rispettivi Paesi di residenza. La situazione è stata confermata anche da un passeggero spagnolo ancora presente sulla nave, che ha raccontato come i croceristi si siano dispersi tra Europa, Nord America, Asia e Australia.

Secondo il quotidiano olandese Der Telegraaf, tra i passeggeri sbarcati figuravano anche sette cittadini britannici. Due sarebbero in autoisolamento nel Regno Unito, altri quattro si troverebbero ancora a Sant’Elena sotto monitoraggio sanitario, mentre di un settimo passeggero non si avrebbero notizie certe.

Nel frattempo, il quotidiano britannico The Guardian parla di una vera e propria “corsa contro il tempo” per ricostruire gli spostamenti delle persone coinvolte.

Monitorato anche il volo Klm da Johannesburg ad Amsterdam

L’attenzione delle autorità sanitarie si concentra anche sui circa 350 passeggeri di un volo Klm partito il 25 aprile da Johannesburg e diretto ad Amsterdam. A bordo dell’aereo viaggiava infatti una donna olandese di 69 anni proveniente dalla MV Hondius.

La donna era sbarcata a Sant’Elena insieme alla salma del marito, morto durante la crociera. Dopo aver raggiunto Johannesburg, aveva tentato di imbarcarsi sul volo per i Paesi Bassi, ma si era sentita male prima della partenza ed era stata fatta scendere dall’aereo. Il giorno successivo è deceduta anche lei.

Tre persone testate, una hostess ancora ricoverata

Le autorità olandesi stanno inviando comunicazioni ai passeggeri presenti sul volo, chiedendo loro di restare reperibili per eventuali controlli sanitari.

L’Istituto nazionale per la salute pubblica dei Paesi Bassi ha riferito che tre persone con sintomi sospetti sono state sottoposte al test: due sono risultate negative, mentre si attendono ancora gli esiti relativi a una hostess dell’aereo, ricoverata ad Amsterdam con sintomi lievi.

Secondo il Ggd Kennemerland, cinque passeggeri avrebbero avuto contatti ravvicinati con la donna durante il viaggio. Per loro è stato disposto un monitoraggio costante della temperatura corporea, considerata un segnale chiave per individuare eventuali sintomi.

Il viaggio della nave e i primi casi di contagio

La MV Hondius era partita il 1° aprile 2026 da Ushuaia, in Argentina, per una lunga crociera nell’Atlantico meridionale con tappe in Antartide, Georgia del Sud, Tristan da Cunha, Isola Nightingale e Sant’Elena. A bordo si trovavano 147 persone.

Il primo caso si è manifestato il 6 aprile, quando un turista olandese di 70 anni ha accusato febbre, diarrea e forti malesseri. Le sue condizioni sono rapidamente peggiorate fino alla comparsa di gravi problemi respiratori. L’uomo è morto a bordo l’11 aprile.

Successivamente il virus avrebbe contagiato anche la moglie, deceduta poi in un ospedale di Johannesburg.

Indagini sull’origine dell’infezione

Secondo quanto ricostruito, la coppia aveva trascorso circa quattro mesi tra Argentina, Cile e Uruguay prima dell’imbarco sulla MV Hondius. Le autorità stanno cercando di capire dove sia avvenuto il contagio, anche perché l’Argentina è uno dei Paesi con il maggior numero di casi di hantavirus registrati.

Il ministero della Salute argentino ha precisato che, allo stato attuale, non è ancora possibile individuare con certezza l’origine dell’infezione.

L’Oms rassicura: “Non è una nuova pandemia”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha escluso il rischio di una crisi sanitaria simile al Covid-19. Maria Van Kerkhove, responsabile del dipartimento per la prevenzione delle epidemie dell’Oms, ha chiarito che “non siamo di fronte all’inizio di una pandemia”.

Finora l’Oms ha confermato cinque casi collegati alla nave, su otto sospetti esaminati. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha comunque sottolineato che potrebbero emergere ulteriori contagi, considerando che il periodo di incubazione del virus Andes può arrivare fino a sei settimane.

Nonostante la gravità dell’episodio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene attualmente “basso” il rischio per la salute pubblica globale.

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