Pubblicato il 13 Agosto 2026
Huckabee condanna le azioni dei coloni
L’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, ha definito «terrorismo» le azioni dei coloni israeliani accusati di assediare alcune abitazioni palestinesi a Qusra, villaggio della Cisgiordania.
In un messaggio pubblicato su X, il diplomatico americano ha condannato duramente quanto sta accadendo, definendo «ripugnanti» le azioni compiute con l’obiettivo di intimidire e molestare le famiglie palestinesi.
Huckabee ha inoltre sottolineato che non esistono giustificazioni per comportamenti di questo tipo, caratterizzati, a suo giudizio, da una forte componente di violenza e intimidazione.
Tra le abitazioni coinvolte ci sarebbe anche la casa di un cittadino statunitense.
Le famiglie palestinesi: «Non lasceremo le nostre case»
Nel villaggio di Qusra, alcune famiglie palestinesi affermano di essere circondate dai coloni israeliani, che secondo le testimonianze riportate dai media panarabi avrebbero bloccato le strade e provocato l’interruzione delle forniture di acqua ed elettricità.
«Non lasceremo la nostra casa, qualunque cosa accada», ha dichiarato Aisha Abu Rida, una delle persone che si trovano all’interno delle abitazioni sotto assedio.
La donna ha ribadito la volontà della famiglia di rimanere nella propria casa nonostante le pressioni e le difficoltà.
«Resteremo saldi»
Abu Rida ha raccontato di sentirsi, insieme agli altri residenti, circondata dai coloni israeliani, ma ha assicurato che la famiglia non intende abbandonare la propria abitazione.
«Siamo circondati dai coloni israeliani, ma restiamo saldi», ha affermato.
La donna ha poi aggiunto che, anche nel caso in cui la situazione dovesse degenerare fino a provocare la loro morte, vorrebbero essere sepolti nella loro stessa abitazione, affinché la casa possa restare come testimonianza di ciò che definiscono i crimini commessi contro di loro e contro il popolo palestinese.
La vicenda di Qusra riporta così al centro dell’attenzione le tensioni tra coloni israeliani e comunità palestinesi in Cisgiordania, mentre le dichiarazioni dell’ambasciatore americano rappresentano una netta condanna delle azioni denunciate dalle famiglie coinvolte.

