Pubblicato il 6 Agosto 2026
È rottura totale tra Giancarlo Antognoni e la Fiorentina
Il rapporto tra Giancarlo Antognoni e la Fiorentina resta profondamente compromesso. L’ex capitano viola ha respinto l’invito a partecipare alle celebrazioni per il Centenario del club, in programma il 29 agosto, criticando duramente la decisione della società di ritirare per una stagione la maglia numero 10 in suo onore.
L’iniziativa era stata annunciata dal presidente Giuseppe Commisso, ma invece di rappresentare un gesto distensivo ha provocato una reazione molto dura da parte della storica bandiera viola.
Antognoni: “Cinque anni fa ho chiuso con questa proprietà”
Intervenuto durante la consegna del Premio Coriolano ad Arcola, Antognoni ha spiegato senza mezzi termini le ragioni del suo rifiuto.
“Ho lasciato la Fiorentina per problemi con l’attuale proprietà. Dopo cinque anni leggo un comunicato in cui si parla del ritiro della mia maglia. O mi stanno prendendo in giro oppure pensano che io sia bischero. Quel comunicato mi ha fatto imbestialire”.
L’ex numero 10 ha ribadito di aver preso una decisione definitiva già al momento dell’addio al club e di non avere alcuna intenzione di cambiare posizione, nonostante l’importanza dell’anniversario.
Il legame con Firenze resta indissolubile
Nonostante il duro scontro con la società, Antognoni ha ribadito tutto il suo amore per Firenze e per i tifosi viola.
“A 18 anni scegliere la Fiorentina è stata la decisione migliore della mia vita. Mi sono innamorato della città e della sua gente, che continua a dimostrarmi un affetto straordinario. Ho conquistato pochi trofei, ma Firenze rappresenta il mio vero scudetto”.
Parole che confermano come il legame con la tifoseria sia rimasto intatto, mentre quello con l’attuale dirigenza appare ormai definitivamente compromesso.
La lettera del figlio Alessandro: “L’assenza è una scelta di valori”
Nei giorni precedenti era stato Alessandro Antognoni, figlio dell’ex campione, a chiarire pubblicamente la posizione della famiglia attraverso una lettera aperta rivolta al presidente Commisso.
Secondo Alessandro, la mancata partecipazione alle celebrazioni non nasce da un capriccio, ma dal desiderio di restare coerenti con i valori che hanno sempre contraddistinto il padre.
Nella lettera ricorda inoltre come, ancora oggi, il nome di Antognoni venga associato spontaneamente alla Fiorentina anche lontano da Firenze, a testimonianza dell’eredità lasciata nella storia del club.
“Mai valorizzato dalla società”
Alessandro ha poi rivolto critiche molto dure all’attuale proprietà, sostenendo che negli ultimi anni il padre sia stato progressivamente escluso dalla vita della società.
Secondo il figlio di Antognoni, il club non avrebbe mai realmente coinvolto l’ex capitano nelle proprie scelte, né valorizzato la sua esperienza e la sua profonda conoscenza del calcio. Una situazione che avrebbe lasciato una ferita ancora aperta.
Il no al ritiro della maglia numero 10
Tra i passaggi più significativi della lettera c’è anche la contrarietà all’idea di ritirare temporaneamente la maglia numero 10.
Per Alessandro, quel numero deve continuare a rappresentare il sogno di ogni giovane calciatore e non dovrebbe essere utilizzato come gesto simbolico per cercare una riconciliazione ormai considerata impossibile.
A sostegno delle parole del figlio è arrivato anche il commento di Rita Antognoni, moglie di Giancarlo, che ha espresso pubblicamente il proprio apprezzamento definendo la lettera “le parole giuste” e dichiarandosi orgogliosa del messaggio condiviso.

