Pubblicato il 14 Luglio 2026
La decisione dei giudici dopo l’incidente avvenuto nel 2019
La Corte d’Appello di Venezia ha condannato la società proprietaria dell’elicottero impiegato dal servizio di emergenza 118 di Mestre a risarcire con oltre 120mila euro il figlio di un’anziana rimasta gravemente ferita durante un intervento di soccorso.
Secondo quanto stabilito dai giudici, la donna sarebbe stata sollevata e poi scaraventata a terra dal potente vortice d’aria generato dalle pale del velivolo, riportando lesioni che hanno compromesso in modo significativo la sua autonomia.
L’incidente durante il tentativo di soccorso
L’episodio risale al 2019 e ha coinvolto una donna di 84 anni, affetta da una patologia oncologica e con una corporatura particolarmente esile.
Durante le operazioni di soccorso, l’elicottero avrebbe mantenuto una quota compresa tra 5 e 7 metri sopra il cortile dell’abitazione. In quelle condizioni, il forte spostamento d’aria prodotto dalle pale avrebbe investito l’anziana, facendole perdere il contatto con il suolo e provocandone la violenta caduta.
Le gravi conseguenze riportate dalla donna
Dopo l’incidente, l’84enne venne trovata riversa a terra con fratture a entrambi gli arti superiori, lesioni che hanno inciso profondamente sulla sua capacità di svolgere le normali attività quotidiane.
Una volta trasportata al pronto soccorso, la donna riferì ai sanitari di essere stata sollevata dal vortice d’aria provocato dall’elicottero prima di cadere al suolo.
Determinanti le ricostruzioni tecniche
Nonostante l’assenza di testimoni oculari diretti, la Corte ha ritenuto determinanti gli accertamenti tecnici e gli elementi ricostruiti nel corso del procedimento, che hanno consentito di collegare le lesioni subite dalla donna all’effetto generato dal velivolo.
Sulla base di queste valutazioni, i giudici hanno riconosciuto il diritto del figlio della vittima a ottenere un risarcimento superiore a 120mila euro, a titolo di danno non patrimoniale derivante dalle sofferenze e dalle conseguenze subite dalla madre dopo la caduta.

