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Arbitro chiede il permesso di soggiorno a due calciatori extracomunitari: scoppia il caso nel Padovano

Pubblicato il 14 Aprile 2026

La vicenda e le prime reazioni

Un episodio controverso ha acceso il dibattito nel Padovano, dove un arbitro avrebbe richiesto il permesso di soggiorno a due giovani calciatori extracomunitari prima dell’inizio di una partita. La situazione ha immediatamente sollevato polemiche, coinvolgendo anche la Federazione calcistica regionale, che ha deciso di approfondire quanto accaduto.

L’episodio si è verificato durante una gara del campionato di Seconda Categoria, girone M.

La richiesta contestata durante il riconoscimento

Secondo quanto riportato dai dirigenti presenti, il fatto si sarebbe verificato nel momento del riconoscimento dei giocatori. In quell’occasione, l’arbitro avrebbe chiesto al dirigente della squadra ospite di mostrare i permessi di soggiorno di due atleti stranieri.

La richiesta ha suscitato immediato sconcerto. Il presidente del San Precario ha definito l’accaduto “al limite dell’assurdo”, sottolineando come in molti anni di attività non si fosse mai trovato di fronte a una situazione simile. Inoltre, ha evidenziato un possibile trattamento differenziato: un altro giocatore straniero in squadra, con doppio passaporto europeo, non sarebbe stato sottoposto alla stessa richiesta.

Le conferme e i dubbi dei dirigenti

Anche i rappresentanti della squadra di casa hanno confermato l’episodio, ammettendo di aver trovato la richiesta insolita e difficilmente giustificabile. La vicenda ha quindi assunto rapidamente una dimensione più ampia, sollevando interrogativi sul comportamento dell’arbitro e sulle procedure seguite.

L’intervento della Federazione e dell’AIA

A seguito delle segnalazioni, i vertici regionali della Federazione si sono attivati per fare chiarezza. È stato richiesto un resoconto dettagliato dell’accaduto per consentire le opportune verifiche.

Dal canto suo, il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri del Veneto ha chiarito un punto fondamentale: un arbitro non ha alcuna autorità per richiedere il permesso di soggiorno. Ha inoltre ricordato che le modalità ufficiali per il riconoscimento dei tesserati sono ben definite e comprendono:

  • documento d’identità
  • tessera federale
  • riconoscimento diretto da parte dell’arbitro
  • fotografia autenticata dal Comune

L’episodio resta ora al centro di un’indagine interna per accertare eventuali responsabilità e chiarire definitivamente quanto accaduto. Fonte: Ansa

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