Pubblicato il 2 Ottobre 2026
La morte dopo una grave emorragia
Restano numerosi interrogativi sulla morte di Giancarlo Bernardini, 70 anni, deceduto il 18 settembre all’ospedale San Donato di Arezzo dopo essere stato soccorso nella sua abitazione di Pian del Ponte, nel territorio di Bibbiena.
L’uomo aveva riportato una profonda ferita alla gamba sinistra, che aveva provocato una perdita di sangue molto importante. Trasportato d’urgenza in ospedale con l’elisoccorso Pegaso, era stato sottoposto a un intervento chirurgico, ma le sue condizioni erano ormai gravissime e è morto nella notte a causa dell’emorragia.
Dall’ipotesi dell’incidente all’inchiesta
Inizialmente la vicenda sembrava riconducibile a un incidente domestico. A dare l’allarme era stata la moglie, Maria Ricci, 59 anni, che aveva chiamato i soccorsi e riferito di una ferita riportata dal marito all’interno dell’abitazione.
Con il procedere degli accertamenti, però, gli investigatori hanno iniziato a verificare con maggiore attenzione la dinamica dell’accaduto. La Procura di Arezzo ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e la donna è stata iscritta nel registro degli indagati, un atto che in questa fase ha anche valore di garanzia e non equivale a un’accertata responsabilità penale.
La ferita e gli oggetti sequestrati
Uno degli elementi centrali dell’inchiesta è rappresentato dalla natura della lesione riportata da Bernardini. Gli accertamenti dovranno stabilire come sia stata provocata la profonda ferita alla gamba e se sia compatibile con una caduta accidentale o con l’utilizzo di un oggetto tagliente.
Nell’abitazione sono stati effettuati rilievi e alcuni oggetti, tra cui un coltello, sono stati sequestrati. La casa è stata posta sotto sequestro per consentire agli investigatori di effettuare tutti gli accertamenti necessari.
Gli esami medico-legali saranno decisivi
Sul corpo del settantenne è stata eseguita l’autopsia, mentre gli investigatori stanno mettendo insieme i risultati degli esami tecnici con gli elementi raccolti nell’abitazione e le testimonianze.
Resta inoltre sotto esame la sequenza temporale tra il momento della ferita e la richiesta di soccorso, così come le modalità con cui sarebbe stato effettuato il primo intervento per cercare di fermare l’emorragia.
La moglie continua a sostenere la versione dell’incidente
Maria Ricci, che si trova a piede libero e assistita da un legale, ha continuato a sostenere che si sia trattato di un incidente domestico. Gli inquirenti stanno verificando la sua ricostruzione e ogni altro elemento utile a comprendere cosa sia realmente accaduto all’interno dell’abitazione.
Al momento, dunque, restano aperte sia l’ipotesi dell’incidente sia quella di un’azione provocata da un’altra persona. Saranno gli accertamenti della Procura e dei carabinieri a stabilire l’origine della ferita e le eventuali responsabilità.

