Pubblicato il 1 Luglio 2026
Rivalutazione dell’1,4% per effetto dell’adeguamento Istat
Dal 1° luglio entra in vigore la rivalutazione dell’1,4% dei limiti di reddito previsti per l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), in seguito all’aggiornamento annuale basato sull’indice Istat.
La novità non modifica gli importi base dell’assegno, ma aggiorna le soglie reddituali utilizzate per determinare la fascia di appartenenza dei beneficiari. In questo modo, alcune famiglie potranno accedere a una fascia più favorevole e ottenere un contributo economico più elevato.
Cos’è l’Assegno per il Nucleo Familiare
L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall’INPS per sostenere i nuclei familiari con redditi più bassi.
Il beneficio è destinato a specifiche categorie di lavoratori e titolari di prestazioni previdenziali, tra cui:
- lavoratori dipendenti del settore privato;
- lavoratori agricoli dipendenti;
- dipendenti di aziende cessate o fallite;
- titolari di prestazioni previdenziali derivanti da lavoro dipendente;
- lavoratori che percepiscono il pagamento diretto dell’INPS in particolari situazioni, come aspettativa sindacale o marittimi sbarcati per infortunio.
Chi non ha diritto all’ANF
L’assegno non spetta, invece, ad alcune categorie di lavoratori autonomi, tra cui:
- coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
- piccoli coltivatori diretti;
- pensionati iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti e coltivatori diretti.
Come viene calcolato l’importo
L’importo dell’ANF varia in base a diversi fattori, tra cui:
- la composizione del nucleo familiare;
- il numero dei componenti;
- il reddito complessivo della famiglia.
In generale, più basso è il reddito, maggiore sarà il contributo riconosciuto.
È importante ricordare che l’ANF non riguarda i nuclei con figli a carico, per i quali continua ad applicarsi l’Assegno Unico e Universale. La prestazione interessa invece nuclei composti esclusivamente da coniugi (anche uniti civilmente), fratelli, sorelle e nipoti nei casi previsti dalla normativa.
Cosa cambia dal 1° luglio
L’aggiornamento dei limiti reddituali, illustrato dall’INPS nella circolare pubblicata il 26 maggio, consente ad alcuni beneficiari di accedere a una fascia più vantaggiosa senza che siano modificati gli importi previsti dalle tabelle.
Un esempio chiarisce l’effetto della rivalutazione: fino al 30 giugno 2026 un nucleo composto da maggiorenni inabili con un reddito fino a 34.009,98 euro percepiva un assegno di 19,59 euro mensili.
Dal 1° luglio lo stesso limite di reddito rientra nella fascia superiore, consentendo di ottenere un assegno di 52,91 euro al mese, con un incremento significativo del beneficio economico.
Rivalutazione che favorisce alcune famiglie
L’adeguamento delle soglie di reddito permette quindi a numerosi nuclei familiari di beneficiare di condizioni più favorevoli senza dover presentare particolari richieste aggiuntive.
Per verificare l’importo spettante è necessario consultare le nuove tabelle INPS, aggiornate in base ai limiti di reddito validi dal 1° luglio 2026, così da conoscere la fascia di appartenenza e l’eventuale aumento dell’assegno.

