Pubblicato il 31 Maggio 2026
Notte di paura a Enego: colpito Adriano Cappellari
Un grave attentato incendiario è stato messo a segno nella notte (31 maggio) ai danni dell’abitazione di Adriano Cappellari, giovane giornalista vicentino che da tempo si occupa di raccontare la realtà di Caivano e le iniziative di don Maurizio Patriciello.
L’episodio è avvenuto a Enego (Vicenza) dopo la mezzanotte, quando ignoti hanno lanciato bottiglie incendiarie contro la casa, lasciando anche alcune bombole di gas nei pressi dell’ingresso. L’intervento tempestivo dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco ha permesso di mettere in sicurezza l’area e disinnescare parte del materiale esplosivo rimasto inesploso.
Minacce e precedenti intimidazioni
Secondo quanto ricostruito, il cronista aveva già ricevuto nei mesi scorsi lettere anonime con minacce esplicite, accompagnate da inviti a interrompere la sua attività giornalistica.
Anche in questa occasione gli aggressori avrebbero lasciato un messaggio intimidatorio contenente fotografie del giornalista segnate con una “X”, elemento che rafforza l’ipotesi di una campagna di pressione e intimidazione mirata.
Dinamica dell’attacco e indagini in corso
Le prime ricostruzioni indicano la possibile azione di una sola persona, che avrebbe agito con il volto coperto. Le telecamere di videosorveglianza della zona, secondo quanto riportato, avrebbero ripreso un individuo nei minuti precedenti l’esplosione, intento a lasciare un pacco nell’area.
Il giornalista si trovava da solo in casa ed era rientrato da poco da una serata trascorsa con conoscenti. Le forze dell’ordine stanno ora analizzando tutti gli elementi raccolti per risalire ai responsabili.
Solidarietà dal mondo dell’informazione
L’Ordine dei Giornalisti del Veneto ha espresso piena solidarietà ad Adriano Cappellari, sottolineando come l’episodio rappresenti un segnale allarmante: nessun territorio può dirsi immune dalla violenza e dalle intimidazioni contro chi svolge attività giornalistica.
Nel comunicato viene evidenziato che l’attacco si inserisce in un contesto di ripetute minacce già subite dal cronista, impegnato nel raccontare realtà difficili e fenomeni legati alla criminalità e al degrado sociale.

