Pubblicato il 20 Maggio 2024
Informato di un presunto tradimento subito dalla figlia tredicenne ad opera della sua fidanzatina quattordicenne, il padre della ragazza avrebbe raggiunto l’abitazione dell’altra minore e avrebbe sparato contro l’edificio per vendicarsi, mettendo seriamente a rischio la vita di chi si trovava all’interno. Questa è l’accusa che ha portato all’arresto di un uomo pugliese di 39 anni nelle ultime ore. L’uomo, insieme a un altro individuo anch’esso arrestato dai carabinieri, deve ora rispondere dei reati di tentato omicidio aggravato e di porto e detenzione illegale di armi.
Gli eventi si sono verificati ad Adelfia, nella città metropolitana di Bari, due anni fa, quando qualcuno sparò due colpi di arma da fuoco verso la casa della famiglia dell’allora quattordicenne. In quel momento, la ragazza era in casa insieme alla madre, alla sorella di 12 anni e al fratellino di 6. Uno dei proiettili sparati dalla strada penetrò nell’abitazione, conficcandosi nel soffitto e, solo per puro caso, non colpì nessuno.
L’iniziale indagine dei carabinieri sul grave episodio, avvenuto nel settembre del 2022, non aveva prodotto risultati concreti. Successivamente, grazie anche alle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia, si è registrata una svolta. L’inchiesta ha stabilito che l’uomo, ora 39enne, si era recato sotto casa della 14enne insieme a un amico di 30 anni, pianificando una vera e propria missione punitiva contro l’adolescente e la sua famiglia. I due avrebbero sparato diversi colpi in direzione della finestra con l’intento di vendicare un presunto tradimento subito dalla tredicenne.
Un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze letali visto che in casa vi erano diverse persone tra cui alcuni bimbi.
Per questo motivo, ai due uomini arrestati nelle scorse ore dai carabinieri di Triggiano, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della procura locale, viene contestato il reato di tentato omicidio aggravato dall’utilizzo del metodo mafioso e dai futili motivi.
La vicenda è stata ricostruita grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza nelle vicinanze dell’abitazione, che hanno permesso di seguire le fasi dell’agguato, e grazie all’acquisizione delle chat di messaggistica, che hanno aiutato a inquadrare il movente legato alla vita sentimentale della quattordicenne.
Immagine di repertorio.

