Pubblicato il 11 Giugno 2026
Due notti di disordini dopo l’aggressione a un tecnico sanitario
Belfast è stata nuovamente teatro di violenti scontri a sfondo anti-migranti per la seconda notte consecutiva, dopo l’accoltellamento di un tecnico radiologo di 40 anni avvenuto lunedì nella zona di Kinnaird Avenue.
Per l’aggressione è stato arrestato un uomo di 30 anni, rifugiato sudanese, ora accusato di tentato omicidio.
Una seconda notte di incendi e scontri
Dopo i primi disordini, anche nella serata successiva gruppi di manifestanti hanno dato vita a nuovi episodi di violenza, con incendi di abitazioni, veicoli e cassonetti, oltre al lancio di oggetti contro le forze dell’ordine.
A Glengormley, nei pressi di Belfast, la polizia è intervenuta utilizzando anche idranti e cannoni ad acqua per disperdere la folla radunata in segno di protesta contro le politiche migratorie del governo britannico.
Secondo le autorità, circa un centinaio di persone si sono radunate in diverse aree della città: mentre una parte ha manifestato pacificamente, altri gruppi hanno invece innescato gli scontri.
Absolute destruction in Glengormley following tonight's disorder. There is a derelict building up in flames with firefighters tackling the blaze. The roads are covered in debris. pic.twitter.com/vTQ3LgkqQW
— Aodhán Roberts (@AodhanRob) June 10, 2026
Il centro di Belfast, a differenza della notte precedente, è rimasto in gran parte escluso dalle violenze.
La vittima dell’accoltellamento: perde un occhio
La persona ferita nell’aggressione, identificata come Stephen Ogilvie, ha riportato lesioni gravissime, tra cui la perdita di un occhio.
È attualmente ricoverato in ospedale in condizioni stabili. La famiglia, in un comunicato diffuso dalla polizia, ha espresso forte indignazione per quanto accaduto e per i disordini successivi, definendoli “disgustosi”.
Città blindata e tensione altissima
Il clima in città resta estremamente teso: molte strade risultano deserte, diversi negozi sono chiusi e in varie zone sono comparsi graffiti a sfondo islamofobo.
Nell’area maggiormente colpita dagli scontri, nei giorni precedenti era stato incendiato anche un autobus e diverse famiglie di origine straniera erano state costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa degli incendi e delle intimidazioni.
Le autorità locali e l’ente regolatore Ofcom hanno richiamato l’attenzione sul ruolo dei social media, accusati di amplificare la tensione attraverso la diffusione di contenuti incendiari e razzisti.
La polizia ha inoltre ricordato che la diffusione di indirizzi e dati personali di cittadini stranieri è un reato perseguibile per legge.
L’arresto e le accuse contro il sospettato
In parallelo agli scontri, il 30enne sudanese Hadi Alodid è comparso davanti al tribunale di Belfast con l’accusa di tentato omicidio.
L’uomo ha scelto di non farsi assistere da un avvocato ed è stato posto in custodia cautelare fino alla prossima udienza fissata per l’8 luglio.
Secondo quanto ricostruito, sarebbe arrivato in Irlanda del Nord nel febbraio 2023, transitando da Parigi verso Dublino, per poi presentare richiesta di asilo. Nel settembre dello stesso anno avrebbe ottenuto il permesso di soggiorno nel Regno Unito valido fino al 2028.
Le indagini sono ancora in corso: al momento gli investigatori hanno escluso qualsiasi collegamento con ipotesi di terrorismo, mentre restano da chiarire le motivazioni dell’aggressione.
Autorità in allerta e nuovi rinforzi
Le autorità britanniche hanno definito i disordini “scioccanti”, mentre la polizia dell’Irlanda del Nord ha richiesto l’invio di ulteriori agenti.
I rinforzi provenienti da altre aree del Regno Unito sono attesi per contribuire al controllo dell’ordine pubblico e al contenimento delle tensioni che continuano a scuotere la città.

