Pubblicato il 3 Dicembre 2023
Beppe Grillo contro gli anziani, con un articolo ‘provocatorio’ sul suo blog.
Il fondatore del Movimento 5 Stelle, in un articolo a sua firma, torna sulla questione del potere e di come questo sia in mano a persone che dovrebbero lasciare il trono ai più giovani. Nell'”Agonia dell’immortalità”, parla – infatti – della capacità dei medici di “prolungare la durata della vita senza però estendere la durata dell’abilità umana”. E, quindi, commenta: “Le conseguenze negative di questa svista nello sviluppo scientifico sono già chiare. Viviamo in un Paese prevalentemente governato da ultrasettantenni”.
Il tema dell’invecchiamento demografico in Italia, e in Europa (dove la quota degli ultraottantenni è quasi raddoppiata tra il 2001 e il 2020), è molto dibattuto. Per Grillo, però, tra le cause di questo sistema di invecchiamento della popolazione ci sono i medici e la scienza in generale. Oggi gli anziani che si ritrovano ad avere un’aspettativa di vita più alta sono “vittime dell’avanzamento medico“.
Come si legge nel blog, per Grillo “ogni progresso nelle capacità mediche sembra destinato a rendere il mondo sempre più conservatore. Tra cento anni, è probabile che la maggioranza delle persone superi gli ottant’anni, conservando posti di potere e resistendo al desiderio di cedere il passo ai più giovani. In un simile scenario, qualsiasi avanzamento risulterebbe impossibile”.
“Mandiamoli su un’isola a fumare sigari”
“Cosa possiamo fare?”, si domanda Beppe Grillo. “Jonathan Swift, prevedendo il pericolo, suggerì che a ottant’anni un individuo dovrebbe essere considerato sospetto di eccessiva longevità e privato di voto e proprietà. Benché ammirevole, tale suggerimento potrebbe essere politicamente impraticabile, dato il controllo che gli anziani esercitano sul potere”, dice ritornando su uno dei suoi convincimenti, la vecchia idea di togliere il voto agli anziani (lanciata già nel 2019, all’inizio del governo giallorosso).
Ecco allora la provocazione sulla terza età: “Una volta privati del potere, potrebbero ricevere benevolenza e attenzioni: potremmo trasferirli in un’isola nei Mari del Sud, con sigari in abbondanza, dove giornali speciali, sotto stretta censura, rappresenterebbero un mondo decaduto, senza speranza di miglioramento”.
Il commento di Giuseppe De Rita e del sen. Francesco Castiello
Come riporta il Corriere, il sociologo Giuseppe De Rita, sminuisce le affermazioni di Grillo, facendo notare la sua propensione alla spettacolarità piuttosto che alle riflessioni intellettuali: “Non diamogli troppa serietà. È un discorso da pubblico, da spettacolo, non da riflessione culturale”, dice De Rita. “Da giovane ho sentito altre ipotesi radicali, in stile Sparta, sull’età senile, ora questo”. Comunque, De Rita commenta ancora con una battuta: “Sono la persona meno adatta a parlare di Grillo: da anni dovrei essere sull’isola”.
Ma anche nel M5S non è che siano tutti giovincelli; il senatore Francesco Castiello, 81 anni, alla sua seconda legislatura ha detto: “Grillo? Sono frasi provocatorie come quelle dette in tv, espressione d’ironia”. Castiello, poi però, chiarisce al Corriere: “Mettono in luce un problema demografico che fa versare lacrime su una situazione difficilissima”.

