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Blitz sul litorale romano: sei indagati per sequestri, torture e attentati

Pubblicato il 12 Maggio 2026

Smantellato un gruppo criminale accusato di aver terrorizzato diverse vittime

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, hanno eseguito sei misure cautelari nei confronti di persone accusate di aver preso parte a una lunga serie di episodi violenti tra il litorale romano e alcune aree limitrofe.  

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe organizzato sequestri di persona a scopo di estorsione, accompagnati da pestaggi, minacce e intimidazioni nei confronti delle vittime e dei loro familiari.  

Le accuse: violenze, armi e bombe carta

L’inchiesta ha ricostruito una vera e propria escalation di violenza. Gli investigatori parlano di persone rapite in strada, rinchiuse in appartamenti o edifici abbandonati e sottoposte a aggressioni e torture per ottenere informazioni legate alla sparizione di un borsone contenente denaro e orologi di lusso dal valore superiore a un milione di euro.  

Tra gli strumenti utilizzati dagli aggressori ci sarebbero state armi da fuoco, mazze, martelli, cesoie e materiale ustionante. Gli atti intimidatori sarebbero proseguiti anche con il posizionamento di bombe carta vicino alle abitazioni dei parenti delle vittime e con incendi dolosi contro alcune automobili.  

Le misure cautelari disposte dal gip

Il giudice per le indagini preliminari di Roma ha disposto:

  • tre arresti in carcere;
  • una misura ai domiciliari con braccialetto elettronico;
  • due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.  

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di sequestro di persona a scopo di estorsione, estorsione aggravata e tentata estorsione.  

Il clima di paura tra le vittime

Gli investigatori hanno sottolineato come l’operazione sia stata resa particolarmente complessa dal forte clima di omertà e paura. Alcune vittime, secondo quanto riferito dagli inquirenti, avrebbero addirittura lasciato Roma durante la notte per timore di ulteriori ritorsioni.  

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