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Bologna, tassista contro i No Pos minacciato: tagliate le gomme del taxi (VIDEO)

Pubblicato il 8 Maggio 2023

“Oggi il mio turno diurno viene rimandato”, dice in un video girato in pieno centro nel parcheggio taxi a due passi da piazza Maggiore con le sue gomme bucate, pubblicandone subito un altro nel quale è andato a fare denuncia per il danneggiamento. 

Prima sono piovuti insulti e minacce dal mondo social, ora il suo taxi bolognese ha tre gomme su quattro tagliate, come mostra un video Twitter che Roberto Mantovani, conosciuto come Red Sox” (soprannome frutto della passione per il baseball e i Red Sox di Boston) ha pubblicato nelle ultime ore.

Il suo profilo social dal primo maggio è diventato protagonista di una battaglia di trasparenza che ha però scatenato anche haters: il tassista ha deciso di pubblicare gli incassi di ogni giornata  di lavoro, ma in particolare quelli con il Pos, per spingere la categoria ad abbandonare le resistenze ai pagamenti elettronici. 

Tema delicato, da nervi tesi per i taxi di tutta Italia e che a Bologna non fanno eccezione soprattutto in un periodo nel quale il clima è pessimo anche nei confronti del Comune sul tema licenze e servizi. Ma Mantovani, già noto in città per battaglie contro omotransfobia, violenza sulle donne e che durante l’emergenza Covid è stato premiato per il suo impegno nel rendersi disponibile a fare servizio spesa e servizi delivery per chi ne aveva bisogno, ha deciso di battere dove il dente tra le auto bianche batte di più.

Il 25 aprile aveva scritto: “Annuncio la mia battaglia e dura resistenza contro una fetta della mia categoria/corporazione – questo il messaggio su Twitter –  lotto contro quel lembo marcio e fascista, egoista e No Pos, diffamatorio e razzista che mi circonda. Da oggi pubblico i miei ( e i loro) incassi giornalieri di tassista. Serve trasparenza, per questo userò i social. So che darà fastidio, che disturberà il sonno dei colleghi, ma allora i tassisti buoni imparino a parlarmi e rispettarmi, invece che annuire agli attacchi di qualche fascista”.

“Pazienza, sono cose che capitano – racconta nella breve clip di denuncia dopo il taglio delle gomme – ammettendo con ironia un “calo di pressione”».  Dopo la sua azione di trasparenza sugli incassi era stato bersaglio di insulti: «Adesso passiamo alle minacce di morte ma questo vuole dire che siamo sulla strada giusta». Tanti lo invitano a continuare e lo sostengono: «La tua battaglia è sacrosanta”. 

Un esempio dei resoconti, questo quello del primo maggio: “Incassato 596 euro lordi, nel turno dalle 17 alle 5 del mattino, con 195 euro in contanti, 401 con il Pos e ho sostenuto spese per carburante e altre voci di 55 euro in totale”. Mantovani aveva fatto una serie di video per prendere in giro i colleghi che non accettano carte di credito in taxi: “Ci sono dei motivi, il Pos è rotto, è scarico e non va la rete – diceva ironicamente in un video su twitter, in una parodia dei colleghi – I Pos senza la carta non possono funzionare, non è colpa nostra, il filo non entra nel Pos, è sempre scarico, io guido non sto mica qui a girare i fili”.

Mantovani ha ricevuto la medaglia al merito civico dall’allora sindaco di Bologna, Virginio Merola, per aver messo il suo taxi a disposizione della solidarietà durante il Covid, è stato citato dallo scrittore Carlo Lucarelli nel suo romanzo Léon e ha promosso una raccolta di fondi che ha fruttato più di 8 mila euro alla Casa delle Donne per non subire violenza. Fa anche parte della rete per il soccorso del 118, con il defibrillatore a bordo dell’auto, ma persino questo dettaglio ha attirato le critiche dei colleghi. “Arrivano ad accusarmi di utilizzare gli allarmi e i soccorsi con il defibrillatore in collaborazione col 118 per farmi pubblicità”.