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La Brigata Maiella, i patrioti emarginati dalla storia della Resistenza (VIDEO)

Pubblicato il 23 Aprile, 2022

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Imbattuta sul campo di battaglia, prima a liberare numerosi paesi in Abruzzo, nelle Marche e in Emilia e a entrare a Bologna il 21 aprile 1945. Contraddiceva i miti e le strumentalizzazioni ideologiche della Resistenza e per questo venne esclusa dalla narrazione storica.

E’ la Brigata Maiella, con la sua storia incredibile, una  storia riscoperta, che sposta la prospettiva della narrazione sulla Resistenza proprio per la sua particolarità.

Il Senato ha finalmente ricordato una protagonista positiva assoluta della Storia d’Italia e della Seconda Guerra Mondiale.

La formazione di italiani decisiva durante la Liberazione è stata protagonista a Roma di un incontro nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, per iniziativa del Senato che ha ospitato la presentazione del libro “Brigata Maiella – L’epopea dei patrioti italiani dell’8/a Armata britannica” di Marco Patricelli. Nel centenario esatto della nascita di Domenico Troilo, comandante sul campo e pluridecorato di guerra in Italia e in Polonia, ne hanno parlato l’autore, lo storico dell’Università di Roma1 Luciano Zani, il saggista e portavoce del Presidente della Repubblica Giovanni Grasso, il direttore dell’Agenzia Italia e analista politico Mario Sechi, lo storico e divulgatore Rai e Mediaset Roberto Olla.

Nel centenario esatto della nascita di Domenico Troilo, comandante sul campo e pluridecorato di guerra in Italia e in Polonia, si è fatto luce sull’esperienza singolare della formazione di patrioti che ha avuto il più lungo ciclo operativo dell’intera Campagna d’Italia, prima nel 5/o Corpo d’armata inglese e poi nel 2/o Corpo polacco del generale Wladyslaw Anders, e la sola decorata di medaglia d’oro al valor militare.


Un’unità in uniforme britannica, scudetto col profilo della Majella, tesserino militare italiano, tricolore invece delle stellette sul bavero, inserita nei piani strategici alleati sulla Linea Gustav e sulla Linea Gotica. I primi 15 volontari del fondatore, l’avvocato socialista Ettore Troilo che per primo ottenne un credito di fiducia dagli inglesi grazie al maggiore Lionel Wigram, un ufficiale ebreo che seppe vedere negli abruzzesi la scintilla di riscatto, diventeranno presto 1.500.

La caratteristica della Maiella era l’apartitismo, tant’è che non faceva parte del Corpo volontari della libertà.

Patricelli ha sottolineato che la Maiella non era una formazione partigiana ma di patrioti e che non risponde a verità che abbia cantato per prima e diffuso ‘Bella ciao’.