Pubblicato il 30 Maggio 2026
Un insegnante di una scuola primaria della provincia di Brindisi è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di alcune alunne minorenni dell’istituto in cui prestava servizio. Il provvedimento cautelare è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi ed eseguito dai carabinieri il 25 maggio scorso.
Le segnalazioni delle bambine hanno fatto scattare l’inchiesta
L’indagine sarebbe partita dalle prime confidenze che alcune delle piccole avrebbero fatto ai propri genitori. Successivamente, le segnalazioni e le denunce presentate dalla dirigente scolastica hanno consentito agli investigatori di avviare accertamenti approfonditi.
Secondo quanto emerso, registrazioni audio e riprese video avrebbero documentato episodi di contatti fisici ritenuti inappropriati e presunti palpeggiamenti, avvenuti in diverse circostanze. Gli episodi contestati sarebbero stati commessi approfittando dell’assenza momentanea di altri docenti o quando le alunne si avvicinavano alla cattedra.
Le testimonianze raccolte dagli investigatori
Gli inquirenti hanno raccolto le dichiarazioni delle presunte vittime, ritenute particolarmente rilevanti per lo sviluppo dell’indagine. Secondo quanto riferito dai carabinieri, i racconti delle minori sarebbero risultati dettagliati e concordanti, evidenziando situazioni di disagio e tentativi di evitare il contatto con l’insegnante.
A supporto delle accuse, anche le testimonianze di altre insegnanti dell’istituto, che avrebbero riferito agli investigatori le confidenze ricevute direttamente dalle bambine e le preoccupazioni manifestate dalle rispettive famiglie.
Emergerebbero precedenti provvedimenti disciplinari
Dagli accertamenti effettuati nel corso dell’inchiesta sarebbe inoltre emerso che il docente era già stato destinatario, in passato, di sanzioni disciplinari con sospensione dal servizio per comportamenti considerati analoghi a quelli attualmente contestati.
Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda, mentre l’insegnante resta sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa degli ulteriori sviluppi giudiziari.

