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Bucha

Bucha, ecco le prove del massacro: “Ho giustiziato un uomo in bici”

Pubblicato il 7 Aprile, 2022

Prima il racconto del giornalista francese che ha visto coi suoi occhi i corpi senza vita dei civili a Bucha. Poi le immagini satellitari pubblicate dal New York Times che mostrano come i cadaveri dei cittadini uccisi fossero in strada da settimane, quando la città era nelle mani dell’esercito russo. Adesso le intercettazioni radio rivelate dal Der Spiegel

Bucha
Le immagini satellitari pubblicate dal NYT

Sono sempre di più le prove che documentano il massacro compiuto dall’esercito di Putin nella città ucraina e ostinatamente smentito dal Cremlino anche con greve ironia, tanto da spingere il Governo di Parigi a convocare l’ambasciatore russo dopo che stanotte la rappresentanza diplomatica in Francia ha postato immagini del massacro di Bucha scrivendo “Set cinematografico, città di Bucha”. Il governo ha poi reagito subito con un tweet del ministro per gli Affari europei, Clément Beaune: “Oltre la vergogna. Stop”. Il messaggio di Beaune è stato ritwittato dalla ministra del Lavoro, Elisabeth Borne, e dalla vicecapogruppo di En Marche all’Assemblée Nationale, Aurore Bergé, poi la convocazione dell’ambasciatore. 

Bucha
Una strada di Bucha, foto scattata ieri (Der Spiegel)

Secondo il servizio di intelligence tedesca BND le informazioni sulle atrocità commesse a Bucha dimostrerebbero un metodo consolidato dell’esercito russo. Così come riporta Spiegel, la BND avrebbe intercettato trasmissioni radio del personale militare russo in cui si discuteva di omicidi di civili a Bucha.

Alcune delle conversazioni radio sarebbero legate a specifici corpi ritrovati e fotografati a Bucha, alcuni dei quali diventati tristemente riconoscibili come simboli della carneficina, come l’uomo vicino alla bicicletta la cui morte è stata registrata anche in un video.

Il materiale dimostrerebbe anche che membri delle truppe mercenarie russe Wagner erano coinvolti nelle atrocità.

Spiegel spiega anche che il dossier raccolto da BND avalli l’ipotesi che gli omicidi di civili non siano stati né casuali né iniziativa individuale dovuta a singoli soldati.

I militari nelle conversazioni raccolte dall’intelligence tedesca parlerebbero delle uccisioni e delle esecuzioni come di azioni abituali, segno di una pratica consolidata e non di un’eccezione. Omicidi e crudeltà sarebbero così parte di una chiara strategia con l’obiettivo di diffondere paura e terrore tra la popolazione civile e quindi soffocare la resistenza. 

Spiegel scrive che il BND ha presentato il materiale mercoledì a un organo parlamentare.

In una delle trasmissioni un soldato dice di aver giustiziato un civile che passava in bicicletta e il racconto coincide con il ritrovamento di un cadavere nel luogo indicato dal militare.

Non sarebbe l’unica corrispondenza tra le parole dei russi e la localizzazione delle vittime di Bucha.

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