Pubblicato il 8 Maggio 2026
Possibile addio al limite dei 7 euro
Dopo oltre un decennio, i buoni pasto destinati ai dipendenti pubblici potrebbero finalmente aumentare. Il tetto massimo di 7 euro giornalieri, introdotto nel 2012 durante il governo Monti nell’ambito delle misure di spending review, potrebbe infatti essere superato.
Nella bozza del contratto 2025-2027 elaborata dall’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, compare una norma che apre alla possibilità di incrementare l’importo dei ticket restaurant almeno per il comparto delle funzioni centrali.
La proposta inserita nella bozza del contratto
Secondo quanto emerso, il testo prevede che le amministrazioni possano stabilire il valore dei buoni pasto in una misura non inferiore a 7 euro al giorno, compatibilmente con le risorse disponibili nei rispettivi bilanci e con i limiti fissati dalla normativa vigente.
Una formulazione che, di fatto, consentirebbe di superare il vincolo rimasto invariato negli ultimi 14 anni. Il presidente dell’Aran Antonio Naddeo ha definito la misura una sorta di “norma ponte”, necessaria per adeguare il beneficio all’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni.
Inflazione e caro prezzi al centro del dibattito
L’ipotesi di un aumento arriva in un contesto economico segnato da rincari continui. I sindacati evidenziano infatti come i prezzi dei generi alimentari siano cresciuti in maniera significativa dal 2021 a oggi, riducendo fortemente il potere d’acquisto dei lavoratori pubblici.
Per questo motivo, la possibilità di aumentare il valore dei buoni pasto viene considerata una misura importante a sostegno dei dipendenti, soprattutto per chi affronta quotidianamente spese sempre più elevate durante la pausa pranzo.
Il nodo delle risorse economiche
Nonostante il via libera di principio, resta aperta la questione delle coperture finanziarie. Le organizzazioni sindacali sottolineano infatti che le singole amministrazioni difficilmente riuscirebbero a sostenere autonomamente un aumento dei ticket senza un intervento diretto dello Stato nella Legge di Bilancio.
Secondo alcune stime sindacali, servirebbero circa 180 milioni di euro per portare il valore dei buoni pasto fino a 10 euro giornalieri per i lavoratori interessati.
Il rischio di differenze tra ministeri
Tra le criticità evidenziate c’è anche il timore che possano crearsi disparità tra amministrazioni con disponibilità economiche differenti. Alcuni rappresentanti sindacali hanno infatti sottolineato il rischio che i dipendenti dei ministeri con maggiori risorse possano beneficiare di ticket più alti rispetto ai colleghi di enti economicamente più deboli.
L’obiettivo richiesto dai sindacati è quindi quello di garantire un sistema uniforme e più equo per tutti i lavoratori pubblici, evitando differenze legate ai singoli bilanci delle amministrazioni.

